Ogni persona
ha nel cuore una particolare destinazione, un luogo che l'ha colpito più
di altri e ha lasciato un germe benigno nel suo animo... per me quel
luogo sono i reef e le flats di Cuba con i suoi arcipelaghi disabitate e i suoi parchi naturali, autentici paradisi in mezzo al
mare.
In questo viaggio abbiamo trovato sistemazione in una carina houseboat galleggiante che ha fatto da base per le nostre uscite in una zona remota e ancora poco pescata.
La
sistemazione è stata sul "Caballones", validissima imbarcazione/albergo
che ci ha offerto dimora ancorata in una remota laguna ove solo i
"langosteros" possono accedere oltre a noi.
Non ho foto della barca,
ma brevemente posso dire che avevamo a disposizione cinque cabine doppie con servizi che
offrono le necessarie comodità, aria condizionata inclusa, e la crew si è
rivelata perfetta, a cominciare dall'eccellente "cocinero" che ci ha
deliziato i palati con ottimi piatti abbondanti e variati.
L'ambiente
di pesca andava dalle classiche flat, ai reef in acqua più o meno
bassa, all'open water, ai bellissimi canali tra le mangrovie, financo ad
una piccola scappata sul dropoff che salta da 50 a 1200 metri ove
abbiamo calato un paio di volte i nostri jiggozzi.
Quello che ci ha
deliziato e stupito è stata l'abbondanza di catture, da perderci il
conto, certamente oltre sessanta settanta pesci a barca quotidianamente;
colonie di snappers, branchi di jacks e di tarpon, barracuda di taglia
sempre interessante, e poi cernie, cubere e altri avversari meno comuni
si davano il cambio sui nostri artificiali. Ogni pomeriggio poi si
verificava la migrazione dei loritos, piccoli pesci pappagallo da una
decina di centimetri che lasciavano le acque basse in branchi
numerosissimi per dirigersi nei territori di riproduzione profondi; ed
era in queste occasioni che si scatenavano le mangianze, principalmente
di carangidi e tarpon ma ove non era raro vedere a galla persino delle
grosse cernie... incredibile tanta ricchezza e varietà.
La pesca
l'abbiamo improntata intenzionalmente alla ricerca della varietà con le
canne medie, attrezzi da 50-60 libbre con artificiali dai 30 ai 70
grammi, sicuramente divertenti ma che ci hanno visto soccombere più di
una volta quando a farsi vivi erano i treni merci locali. Ad onor del
vero qualche puntatina pesante l'abbiamo fatta, e con buoni risultati,
ma era per noi un viaggio nato per il diletto, tanti tanti pesci
piuttosto che pochi e grossi, scelta nostra fatta ancora prima del
viaggio e che certo non rimpiango. Certo che, a voler fare, vi sono
cubere che passano abbondantemente il mezzo quintale qui, anche in pochi
metri d'acqua, oltre che cernie di varie specie dalle taglie
affrontabili a quelle tipo armadio a quattro ante, quindi, per chi ama
le emozioni forti c'è ampio spazio per prenderle di santa ragione!
Ma ho chiaccherato anche troppo, spazio alle immagini....
... ogni mattina partenza verso l'orizzonte sulle comode skiff da due anglers:
... e comincia il gioco...
carangidi... e si intravede la folla di sule sulla mangianza alle spalle...
... barracuda...
... tarpon....
... uno in barca e l'altro incannato, situazione che si ripeterà costantemente nei sei giorni di pesca...

.. e poi i pargos....
un caji, altro snapper difficile da incannare a galla e di taglia, questo mi ha dato particolare soddisfazione:
.... le cubere, mancano le big di cui aspetto le foto, specie le mie

...
... le cernie a galla o col minnow....
... e poi un po' di light tackle coi cannini da 40 grammi, pesci piccoli ma non sempre...
.... poi, giusto per farsi male due calate a vertical, a caso sulla caduta, giusto una mezzoretta...
prima
calata attacco una cabina telefonica con le pinne, non c'è storia, 100
libbre, frizione a tappo, ma proprio chiusa, e il frugoletto cernioso si
piglia una cinquantina di metri di filo fin dentro le rocce.... poco
da scherzare ci sono pesci da aìben oltre due quintali lì sotto, e pure
tanti, nessuno li molesta.
Dopo altri pesciotti, una cerniotta,
pargos e barracuda ecco un'abboccata potente a esca quasi ferma... match
violento, la canna da 4 etti che fa smorfie bellissime e il
sottoscritto che ne fa di meno coreografiche
...alla
fine viene su il grigiotto da quasi tre metri, che faticata assurda, ma
sono felice! La guiida mi fa capire che col cavolo che lo tira su e che
tocca tagliare il filo... accidenti, non ho il grandangolo e non ci sta
nell'obbiettivo, rapisco ricordi sommari e lo lascio tornare al suo
ambiente dopo aver troncato l'assist acciaioso.... arrivederci!

Poi la sera, stanchi ma soddisfatti, si rientra slalomeggiando tra le mangrovie....
Ti guardi intorno e la natura è incredibile, da togliere il fiato...
Gli amici "langosteros", che ci fornivano la materia prima per i nostri pasti a base di crostacei, a cambio di qualche birra...
....e a proposito, ho accennato al cibo sopraffino?
la pizzetta sempre pronta con mojito al rientro da pesca...
... antipastini di crudità.....
... e poi pesce e crostacei a volontà....
abbiamo
mangiato pargos e aragoste tutti i santi pasti, giusto per scelta e per
trattarci male.... aragosta enchillada, arrostita, all'Italiana,
fritta, in insalata, a condire la pasta ... che palle tutta sta
aragosta!!

Bueno, hasta la proxima, Cuba!
Grazie a http://www.33ff.com/flags per la bandiera!