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LURE BUILDING & LURE FISHING AROUND THE WORLD

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domenica 22 settembre 2013

LA SOTTILE LINEA ROSSA ...

No, non parliamo di un film di guerra in questo caso, ma di alcune costatazioni sulla livrea dei nostri plastichetti. Il rosso in questione è quello che contraddistingue ad esempio il colore cosiddetto "bleeding sardine" dal più classico sardina.


Una modifica apparentemente da poco, che in passato ho sottovalutato spesso; ma, dopo i feedback di alcuni amici e le varie prove in acqua, sembra che ci sia qualcosa di concreto che differenzia nei risultati le due livree apparentemente simili:
 
 
Il minnow di destra idealmente imiterebbe un pesciolino ferito e sanguinante, e pare dall'esperienza pratica che riesca abbastanza spesso a fare la differenza nel numero di attacchi specialmente in situazioni di mangianza prolungata o tendente alla fine.
Nulla di nuovo come concetto, le colorazioni "sanguinanti" esistono da una vita, interessante però il fatto che molti di noi, me compreso fino a poco tempo fa, tendano a sottovalutarle.
 
Per non sbagliare tanto vale provare, e non vale solo col tonno rosso, ma anche coi pelagici minori, tombarelli, sgombri, alletterati e via dicendo
 
A dire il vero nella seconda foto c'è un ulteriore aspetto da approfondire forse, il "sardina scura" Vs "sardina chiara"... altra piccola variabile cromatica che però ha i suoi riscontri, specie al cambiare di mare; ad esempio i pesci foraggio dell'Adriatico sottocosta sono di colore più chiaro di quelli del Tirreno o addirittura dello stesso Adriatico molte miglia fuori, complice l'adattamento ad acque più o meno ricche di plancton e sospensione.
 
Troppe paranoie? Chissà potremmo aver preso qualche abbaglio, ma i numeri sembrano confermare la tendenza dei pesci con ottime capacità visive a discernere questi particolari, ovviamente in condizioni di selettività e non di quelle mangianze rabbiose in cui un po' tutto viene attaccato.
A voi la palla.
 
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THE THIN RED LINE
 
We aren't talking about a war movie, but something about the chromatic patterns of our lures.
The red we're talking about is the one on the belly of the "bleeding sardine".
 
An apparently small modification that I often overlooked in the past; but after some friend's feedbacks and various experiments, it seems there's something that really make difference between the results of the two so similar patterns.
 
The left Flitz should imitate a little forage fish that has been wounded and that's is leaving a blood trail, and in practice it seems to make the difference in regards to the similar one without red belly, especially in situations with long lasting or ending frenzies.
Nothing new, "bleeding" colorations have been around for a long while, but it's interesting the fact that many of us, including me until some time ago, tend to overlook them.
 
Just not to make mistake it's worth to try them, and not only with bluefin tunas, but with all small schooling pelagic fishes, like horse mackerel, bonitos, little tunny and so on.
 
There's indeed another aspect to underline about the second pic, the "dark sardine" Vs "light sardine".... another little color variable that has it's rewards, especially when changing sea body; for example, little forage fishes in coastal Adriatic sea are lighter in shade than tirrenian ones or even offshore Adriatic waters, due to adaptment to environments with differnt plancton and sediment contents.
 
Too many speculations? Maybe, we could have seen a mirage, but numbers seem to confirmate the tendency of well seeing fishes to choose among those little things, of course in selective situations and not during those angry frenzies when everything that's cast in the water goes hitten.
Just my two cents.

sabato 6 luglio 2013

STICKBAIT PER IL TONNO .... TUNA STICKBAITS

Una rapida rassegna dopo tre anni di utilizzo in varie condizioni e relativamente ai mari della nostra penisola, soprattutto l'Adriatico centro settentrionale.
Molti ne abbiamo provati, abbiamo scelto i preferiti e i più affidabili, talvolta per risultati esplosivi in breve tempo, talvolta per costanza nel lungo periodo, talvolta come arma di situazione per condizioni particolari... vediamoli insieme:

A quick review after three years of use in various conditions in the seas surrounding Italy, more oftern the central-northern Adriatic sea.
We tested many models, and we ended choosing our preferred ones, the most dependable, sometimes for explosive results in short time, sometimes for constancy in the long period, sometimes like special weapon for unusual situations.... let's take a look:

Nature Boys Surfish Tuna.



180 mm per 90 grammi, affondante, plastica cava, armatura passante.
Un generico per ogni situazione e dalla resa ottima, messo in acqua non è che impressioni molto per il suo movimento, ma la costanza e abbondanza di risultati dimostra che i tonni la pensano in modo diverso da noi. Peccato solo la poca reperibilità dovuta a una produzione saltuaria.

180 mm, 90 grams, sinking, hollow plastic, through wire.
An allround lure with a very good track record, in the water doesn't strike our eye for his limited movement, but constant and abundant results show us that the tuna don't think the same way we do. A pity it's not always easy to find due to an inconstant production.

Lamble Bait Haoli CD Pencil


Tre misure per questo stick affondante in legno costruito in Giappone, armatura ovviamente passante.
-110 mm per 29 gr
-130 mm per 58 gr
-150 mm per 82 gr
Lo stiamo usando da poco ma con risultati ottimi e a volte eccezionali; le prime due taglie vanno benissimo quando il tonno mangia piccolo e la 150 è una perfetta esca allround.
L'imitatività di questi artificiali è eccellente e convince spesso anche i tonni più sospettosi

Three sizes for this sinking stickbait built of wood in Japan and with through wire.
-110 mm 29 grams
-130 mm 58 grams
-150 mm 82 grams
We've been using it for short time but with excellent results; the two smaller sizes are perfect when tuna are selective on small forage, the 150 size is a classical allround.
The imitative capacity of these lures are fantastic, and they often trigger strikes by the most wary tunas.

Shimano Ocea Pencil BFT 150 
 

150 mm per 70 gr, affondante, armatura passante, plastica cava.
Ottimo e versatile, con un movimento estremamente convincente e facile da utilizzare, un must nella cassetta.

150 mm and 70 grams, sinking, hollow plastic with through wire construction.
Excellent and versatile, with a very attractive movement and easy to master, a "must have" in the tackle box.

Maria Loaded 140S


140 mm per 55 gr, affondante, plastica cava con armatura passante.
Valido ed economico, perfetto per iniziare anche se la plastica non si rivela delle più robuste, va bene per attrezzature non troppo pesanti.

140 mm and 55 grams, sinking with plastic hollow body, through wire construction.
Good and cheap, perfect to begin but the plastic body it's not very strong, it's ok with medium weight tackle.

Heru Bobara



Due taglie disponibili valide per il tonno, ve ne sarebbe anche una terza più grande ma la lasciamo ai GT; costruiti artigianalmente in Indonesia, legno, armatura passante, affondanti.
-50 gr per 14.5 cm
-100 gr per 18.5 cm
Esca dal movimento molto vivace in grado di scatenare abboccate di tonni svogliati, molto valida sia in mangianza che in caccia.

Two sizes for tuna fishing, the third is way bigger and we leave it for GTs; custom built of wood in Indonesia, they've through wire rigging and they sink.
-50 gr and 14.5 cm
-100 gr and 18.5 cm
A lure with very active movement, able to trigger stikes from inactive fishes, perfect in the frenzies but also while blind casting.

Strategic Angler Custom Lures, Frantic model

 
22 cm per 90 grammi circa, lentamente affondante, resina, armatura passante.
Un gioiello artigianale dagli Stati Uniti, estremamente imitativo e credibile in acqua grazie alla cura dei dettagli e ad un movimento particolarmente convincente, una delle esche a cui ricorrere quando i tonni non ne vogliono sapere delle nostre imitazioni e vogliamo essere il più realistici possibile.

22 cm and 90 grams, slow sinking, resin construction, through wire.
A custom jewel from United States, very imitative in the water thanks to the detailed finish and a very convincing movement; one of the lures to resort when tuna don't want to strike our lures and we want to exactly "match the hatch".

Shimano Orca


 Due taglie disponibili, costruzione in plastica cava con armatura passante, galleggiante.
-16 cm per 58 gr
-19 cm per 88 gr
Lo abbiamo trovato abbastanza facile da usare, contrariamente a altre recensioni, ricorda un po' il Loaded di Maria ma è decisamente più robusto, anche se le ancorette sarebbero da sostituire secondo noi.
Ha un uso un po' particolare di "caccia", da usare attorno alle mangianze di foraggio molto piccolo a imitazione di un piccolo predatore concorrente ( tecnica che funziona spesso con gli esemplari grandi di tonno ), oppure alla cieca intorno a punti di raduno come piattaforme, relitti e altri spot. Ovviamente va anche molto bene per imitare foraggio di taglia, in particolare muggini sul taglio di corrente fuori dalle foci importanti.
In condizioni di poca luminosità si è rivelata catturante la volorazione viola-oro.

Two sizes, hollow plastic construction, through wire, floating.
-16 cm and 58 grams
-19 cm and 88 grams
We found it quite easy to use in spite to other web review; it reminds to the Maria Loaded but it's quite more strong, we suggest to change the treble hooks.
We used it like a "hunting" stickbait, perfect aroud the very small sardine balls to imitate a little predatory fish to trigger reaction strikes ( an approach that often works with big specimen of tuna ), or in blind casting around interesting spots like gas rigs, wrecks and other spots.
Of course it's also very good to imitate big size forage fishes, speciphically mullets around current breaks outside river mouths.
In low visibility situations the gold-purple color has shown to be very effective.

Tackle House Shibuki Diving Pencil V187

 
18.7 cm per 90 gr, galleggiante, plastica cava con armatura in lamina d'acciaio
Commenti e situazioni di uso sono più o meno gli stessi dell'Orca di poco sopra; sicuramente un ottimo artificiale.

18.7 cm and 90 grams, floating, hollow plastic with laser cut steel armour.
Comments and use are more or less the same than Orca above, for sure an excellent lure.

Shimano Ocea Pencil BFT 185 



18.5 cm per 88 gr, plastica cava, armatura passante, galleggiante.
E' la versione grande e floating del fratellino 150; come lui molto mobile e facile da usare pur con assetto differente. Perfetto per gli stessi scenari dell'Orca, con un movimento differente e plasmabile che talvolta risulta più adescante a seconda delle preferenze dei tonni; vale la pena avere entrambi.

18.5 cm and 88 grams, hollow plastic, through wire, floating.
It's the bigger brother of the 150; very mobile and easy to use but with a different asset. It's perfect for the same scenario in which we suggest the Orca, but, having a different beat and movement sometimes it gives difeerent results, it depends on the preference of the tunas; we suggest to carry both model with you.

Sea Falcon Diving Tuna 90


Tre taglie, galleggiante, armatura passante, costruzione balsa rivestita di schiuma.
-23 cm per 90 gr
-20 cm per 60 gr
-18 cm per 50 gr
Noi consigliamo le due taglie più piccole
E' molto affusolato e leggero, cosa che lo rende da un lato fragile ma dall'altro estremamente adescante nel movimento; la finitura è di una brillantezza unica.
E' difficile da reperire e molto costoso, ma può cambiare la giornata dato che in certe situazioni cattura solo lui; vedete voi se il vostro tempo e divertimento e i soldi del pieno della barca possono venire compensati dalle doti di questo artificiale. Per noi un'"arma segreta" da portare sempre.

Three sizes, floating, through wire, balsa wood with a layer of foam
-23 cm and 90 grams
-20 cm and 60 grams
-18 cm and 50 grams
We suggest the two smallest sizes.
It's very thin and light, and that makes it fragile but extremely mobile and convincing; the shine of the finish is unmatched.
It's diffcult to find and expensive, but it can change your day as sometimes it's the only lure that elicits a strike; your choice to evaluate if your time and amusement, and the fuel consumpion ofthe day, can be compensated by the value of this stick. For us it's a "secret weapon" to always carry.

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Questi modelli non sono gli unici, abbiamo usato molti altri artificiali, alcuni validi, alcuni decisamente scarsi nonostante il blasone pubblicitario. Ci siamo pure riservati qualche segretuccio per adesso... la panoramica quindi non è completa.

Those models are not the only ones we used, we found good ones and bad ones, including some very spammed model. We also kept some little secrets for ourselves for now..... the overview it's far from completed.

martedì 4 dicembre 2012

DORADO E BICHITO BY ALLE'S LURES

Ecco qui pronti e disponibili in modesta quantità due esche custom pluridecorate:

-Il bichito, un piccolo pencil popper da 30 grammi che in Mediterraneo si è rivelato molto efficace con pesci serra, lecce e lampughe:


è un artificiale che si presta a una gran varietà di recuperi, dal classico "pencil retrieve" veloce in superficie, al wtd al recupero da popper a strappetti, oltre ovviamente a tutte le loro combinazioni.

Utilizzabile con confidenza anche al tropico, grazie alla costruzione robusta con armatura passante, per barracuda, jacks, snapper e chissà che altro.

-Il Dorado, nella taglia da 30 grammi, recente protagonista della cattura di un bel tonno rosso in Liguria nella scorsa puntata della serie Soul Fishing dell'amico Boris su Caccia & Pesca TV.


costruito a prova di bisonte come il precedente, è più adatto per recuperi veloci per predatori aggressivi; nasce per la lampuga, ma è risultato efficace con tutti i pelagici e i pesci serra, oltre che a una serie lunghissima di pesci tropicali.




Per richieste, ordini e acquisti: alleslures@yahoo.it

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Ready and available a small batch of well experimented custom lures:

-The "Bichito" is a small 30 grams pencil popper that has been very effective in Mediterranean waters for bluefish, leerfish, dolphin and other predators; even in the tropic it has got its share of snappers, barracudas, jacks and many other critters. No fear to use it on oversized fishes as it's construction il foulproof with through wire and oversized swivels. It's very versatile and it can be retrieved in the classic fast pencil retrieve or popped or moved in WTD style.

- The "Dorado", also in 30 grams size, has been recent carachter in catching a nice bluefin tuna in Liguria, while filming the recent episode of "Soul Fishing", a serie by my friend Boris on the "Caccia & Pesca" TV channel. With a sturdy construction like the "Bichito" it has been created for mahi-mahi, but it has shown itself very useful for many pelagic fishes that like a fast erratic retrieve and also on bluefish.

For any request or order please contact us at alleslures@yahoo.it

martedì 27 novembre 2012

IL VALORE DI UN'ESCA

The Value of a lure

Oggigiorno sul mercato c'è una scelta pressochè illimitata di artificiali, proprio un bel problema per un collezionista come me; ve ne è di ogni forma, colore, ma soprattutto prezzo.
Se per il normale spinnofilo italiano un'esca da 20-25 euro si può già considerare fuori dalla media, per i malati di tropicale arrivare a sborsare oltre cento euro per un singolo artificiale è cosa non così fuori dalla norma, idem per il pescatore incallito di tonni.
Ma hanno un senso quelle cifre? Non mi voglio pronunciare sul costo dei materiali, sulla necessità di finiture particolarmente acchiappanti per l'occhio o sul fatto che comunque anche esche dal costo inferiore danno spesso e volentieri ottimi risultati.

Andiamo per esempi: l'esca feticcio per eccellenza nel mondo dei pescatori di carangidi è l'arcifamoso GT-gamma, primo stickbait "handmade" a smuovere il mondo dei tropicalisti di tutto il globo, anche se non certamente la prima esca del genere prodotta nella patria Giappone.
All'atto pratico è un bel fuso di legno, rifinito in maniera molto ben fatta, che ha creato una schiera di pescatori affezionati che non possono quasi vivere senza; certi modelli e colori raggiungono prezzi esorbitanti nell'aftermarket.
A ben guardare non è nemmeno un'esca particolarmente resistente, anche se ogni simulacro legnoso ha comunque vita relativamente breve quanto messo a confronto con certe mascelle...

    
....... si scaglia, si stira l'armatura, si apre all'estremità posteriore spesso e volentieri, quindi perchè spendere 120-150-200 euro per uno di loro?
La risposta è facile, perchè saputo usare bene prende in maniera notevolmente superiore alla media, rende di più in condizioni difficili e ci può cambiare le giornate.... non è cosa da poco se pensiamo a quanto investiamo in un viaggio di pesca o anche semplicemente quanto ci rende contenti una bella cattura.
Io a lui devo il mio yellowfin più grosso e una bella schiera di pesci, pur dovendo ammettere di usarlo molto poco rispetto ad amici che magari lo hanno a fine lenza per l'80 percento del tempo.

A ben frugare ce ne è una bella schiera di piccoli produttori artigianali Giapponesi che costruicono piccoli capolavori di arte pescante, solo che normalmente è molto difficile mettervi sopra le mani per un occidentale come me.

Se poi andiamo a vedere il "reparto tonno" il fenomeno è ancora più accentuato; esiste tutta una serie di artificiali in balsa o altri legni leggerissimi, o addirittura in schiuma e legno assieme, realizzati così per ottenere il miglior movimento possibile in acqua tale da convincere anche il tonno più smaliziato.
La controindicazione è che si tratta di costosi "usa e getta", dato che normalmente non sopravvivono a più di un pesce... come il poverino qui sotto: 90 euro di stick solo perchè l'ho comprato direttamente ad Osaka in un momento di shopping compulsivo, altimenti, spedito e sdoganato, avrebbe sfiorato i 140-150 !!


Se nel paese di origine tale fenomeno è comprensibile anche visto l'alto valore economico del nostro "maguro", è pensabile poter trasferire da noi dei simili concetti?
Negli ultimi due anni di pesca al tonno ho avuto la fortuna di provare sifatti artificiali, e spesso sono stati gli unici a catturare in certe circostanze, con buona pace dei soliti adagi "mangiano piccolo", "sono selettivi", "vedono il terminale", ecc, ecc; quando andiamo a verificare banalmente quanto costa, a livello di carburante e spese accessorie, un'uscita di spinning in altura, direi proprio che un mercato potrebbero averlo.... ha senso andare a spendere alcune centinaia di euro ad ogni uscita senza qualche arma segreta per i momenti difficili? Sì in entrambi i casi probabilmente ma ognuno trova la risposta che gli veste meglio ;)


In soldoni, quello che si compra a caro prezzo è probabilmente l'esperienza di pesca che chi produce simili creature ha accumulato negli anni e trasformato in legno e resina.
Parliamo di esperienza pluriennale, confronti, perfezionamenti, non prove in vasca da bagno o dal moletto sottocasa; non cadiamo nel tranello di credere che perchè un artificiale è molto dettagliato nel look e costa sopra la media per forza di cose catturerà di più... è un errore madornale. Tanti, troppi giocattolini esteticamente cool non hanno alle spalle uno storico sufficente di catture e sono creati solo per acchiappare il pescatore.... i Giapponesi fortunatamente sono maestri non solo di lurebuilding ma anche di serietà, abbiamo molto da imparare da loro!

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Today the market is full of lures of any kind, and that's a real problem for a collector like me; there are of every shape, color and size, bu, first of all, of any price.
If for the common italian fishermana lure that cost about 20-25 euros can be already considered over the average, for the tropical junkies spending over 100 euros on a single lure is not all that uncommon, same thing for the diehard tuna fisherman. 
But do those amounts have a reason? I don't wanna discuss about costs of the materials, the need of special finishes that stike the eye or on the matter that also cheaper lures catch their share of fishes, and good fishes.

Let's go with an example: one of the most sought after lure in the world of popping is the ultrafamous GT gamma by Carpenter, the first stickbait to strorm the international world of tropical fishermen,  even if not surely the first lure of that kind to appear in Japan.
Looking closely to such lure we see that it's a nice fishy shaped piece of wood, finished in a very appealing way, and it has a crowd of person that cannot almost think to fish without it; some models and colors can reach outstanding prices in the aftermarket.
It'n not an especially strong lure, but we must considered that every wooden stick has a short life expectance when thrown in those jaws....

In practical fishing situation it loses chips, the wire get strightened, bottom end splits often, so why should we spend 120-150-200 euros for one of them?
Answer is easy, because, when you know how to use, it catches fishes in a manner well over the average lure, it fishes more in difficult conditions and it can change the results of the day.... not things to undervalue when we think how much does it cost that trip or how much we get happy for that difficult catch.
I owe my biggest yellowfin tuna to a GT-gamma, and also a good number of memorable fishes, even when I admit that I use it a lot less than some friend of mine who almost always have one at the end of the line.

Looking well, there is a good share o small custom producer in Japan, that build small fishy masterpieces, but it's usually very hard to put our western hands on them.

If we look to the tuna world, the fenomenon is even more pronounced; there are a quantity of lures made in balsa, other soft woods or even wood and foam together, built that way to achieve the best possible action in the water so they can tease even the sharpest tuna.
The drawback is that they are usually "one bite" , because they seldom survive to more than a fish .... like the poor guy of the second picture: 90 euros of stick that I bought in Osaka during a compulsive shopping session!!

We can understand those prices to be easily payed in Japan, as we know how much it's valued the "maguro", but can we think about translating this scene in our country?
In the last two years of tuna popping, I have been lucky enough to try some high end lures, and they've been the only one to score in many circumstances; when we go to calculate how much it costs a deep sea fishing session on the base of fuel, charter and other expences, we can rapidly say they could have a market and a reason to be bought.

As a last consideration, what we buy at high price is probably the fishing experience that the builder of those jewels has accumulated over the years and that has been trasposed in wood and resin.
In most case that special lure is the result of years of testing, confrontations and development on the fishing field, not just a float test in a bathtube or a quick swim in the little harbor near home; but we don't have to get fooled thinking any lure with charming aspect and big money label is consequently good... thinking that way will lead to big mistakes. Way too many good looking toys in my country don't have the right background or a big hystorical of important catches, some are just created to catch fishermen ....luckily Japanese lure crafter are master not only with their hands but also for their seriousness, we've a lot to learn from them!

lunedì 26 novembre 2012

ALLE'S LURES SINKING TUNA STICKBAITS COMING SOON

Dopo tre anni di collaudi e il nuoto "felice" dell'ultimo prototipo, sono in direttura d'arrivo un gruppetto di stick appositamente disegnati per il tonno rosso in Mediterraneo:


After three years of testing and the "happy swim" of last prototype, a bunch of stickbaits especially designed for bluefin tuna in the "Med" are coming to light:

Leggi qui... read more...

lunedì 17 settembre 2012

ADRIATIC TUNA STICK .... COMING SOON

Solo un'anteprima, salvo imprevisti sarà pronto per la prossima stagione...
Il nuovo Stick by Alle's Lures ( ovvero me hehe ) realizzato a mano sull'esperienza vera maturata coi tonni dell'Adriatico, ma che sarà testato anche nelle acque tropicali per GT e altri predatori: sostanza, non teoria!


Come sempre i legni migliori e un'armatura a prova di gigante, ma per la prima volta senza l'utilizzo di piombo ai fini del rispetto ambientale; il primo stickbait dichiaratamente Lead Free

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Just an anticipation, it will be ready in the beginning of next year ...
The new Stickbait by Alle's lures, custom handbuilt on the base of real fishing experience with the bluefin tunas of Adriatic sea, it will be also tested in tropical waters for Gt and other predators: the real experience, not theory!
As always, the best woods, giant-proof harware, but for the first time without the use of lead, keeping an eye on envinonment safety... the first declared Lead Free stickbait.

sabato 5 maggio 2012

COME TRATTARE UN TONNO PER IL RILASCIO

Tratto da questa discussione che ho aperto su Seaspin .

Questo pezzo nasce con buone intenzioni... mi spiego meglio... è indubbio che stiamo assistendo all'esplosione del fenomeno "spinning al tonno" e vale la pena cercare di fare un po' di chiarezza con qualche consiglio e cercare di tirare due linee di comportamento, anche perchè, ad oggi, se ne sono viste un po' di tutti i colori, situazioni anche al limite e figlie probabilmente dell'emozione di trovarsi di fronte degli avversari potenziali a cui gran parte dei pescatori non erano avezzi negli anni passati.

La normativa: attualmente la legge prevede una taglia minima di 30 kg o 115 cm e un periodo di apertura della pesca ricreativa per questo anno 2012, dal 16 giugno al 14 ottobre, salvo possibili chiusure anticipate in caso di raggiungimento della quota stabilita per noi sportivi. In detto periodo è consentito trattenere un solo esemplare per barca di dimensione legale; per altri dettagli sulla registrazione dell'imbarcazione vi rimando alla lettura degli articoli di legge.
La legge è di difficile interpretazione, soprattutto riguardo al termine "cattura", se da intendersi come trattenimento del pesce o anche come sola pesca del medesimo con successivo release... qui la cosa si fa spinosa e non sono in grado di prendere una posizione.
Comunque, anche nell'interpretazione più restrittiva della norma, restano delle situazioni in cui è possibile dedicarsi all'insidia del gigante; prima tra tutte la stagione aperta, ma esistono deroghe anche per le competizioni e relativi allenamenti, con l'obbligo del "release", per le attività di taggatura controllate da APR, senza dimenticare che molti di noi possono raggiungere comunque acque estere ove esercitare la pesca in ottemperanza alle normative locali.

Fatto il doveroso preambolo comincerei con lo sconsigliare, anche se potendo sarei più drastico, di insidiare esemplari chiaramente sottomisura.

Un doveroso appunto lo voglio fare sulla distinzione stessa del tonno rosso: in Mediterraneo abbiamo solo detta specie ( Thunnus thynnus ) e alcune specie minori ( alalunga, alletterato, tonnetto striato ) assolutamente e facilmente distinguibili dai rossi anche di taglia modesta. Non esiste in Mediterraneo il tonno "pinna gialla" ( Thunnus albacares ), ed eventuali fraintendimenti sono probabilmente dovuti al fatto che anche il nostro spesso presenta la pinna anale e la seconda dorsale di colore giallo, ma sono molto meno pronunciate in lunghezza che nello yellowfin....
Per chiarire..... questo è un tonno rosso ( trattenuto in periodo di pesca aperta ):

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... e questo un "pinna gialla":

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con particolare delle pinne suddette:

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la differenza è lampante, specie in lunghezza, nel vero pinna gialla dette pinne sono autentiche falci.... occhio a trattenere tonni pensando o adducendo come scusa che siano "pinna gialla"... in Italia esiste solo nelle scatolette e saremmo assolutamente sanzionabili!:smt018

Come trattare il tonno: vi sarete accorti che sto prendendo l'approccio al contrario, partendo dalla fine dell'azione di pesca, ma è per cercare di mettere alcuni capisaldi al modo di approccio a questi pesci.

Il tonno è un animale estremamente potente, privo di vescica natatoria e ad alto consumo di ossigeno a causa di un metabolismo molto più elevato dei comuni pesci ossei, ecco perchè un combattimento e una successiva manipolazione non corretti possono inficiarne la capacità di sopravvivenza molto più facilmente che in altre specie. Considerando che in molti casi è consigliabile o obbligatorio il rilascio è basilare sapere agire nel modo più corretto.

In primis parliamo dell'attrezzatura: ne ho già discusso ma vale la pena ricordare anche qui....
In primo luogo roba potente e adeguata a pesci che possono raggiungere taglie veramente molto grosse; dove pesco io la taglia media è dai 30 ai 50 kg ma esemplari da quintale e oltre sono assolutamente possibili.
Canne di tipo "tuna" o comunque molto potenti per ridurre al minimo i tempi di combattimento con un pompaggio efficace e veloce, mulinelli adeguati e trecciati tosti, consiglierei non meno di PE5, io attualmente adopero per la maggior parte del tempo il PE8 della YGK da 113 libbre senza particolari problematiche di lancio. Almeno posso TIRARE:

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Ovvio che dobbiamo rapportarlo alla stazza e forza dell'angler e ai settaggi di frizione che riesce a gestire fisicamente senza volare in acqua :-D , ma alcuni accorgimenti come una buona cintura ribassata e, per chi ne sente la necessità, un buon harness, aiutano a dominare la tenzone.
Evitiamo combattimenti troppo lunghi, il pesce rischia di arrivare alla barca in stato irrecuperabile, ma, dall'altro lato, cerchiamo di non esagerare come ho fatto di recente, tonno da 40 kg sottobarca in due minuti e mezzo :smt021 ... diventerà ingestibile in slamatura col rischio di complicare la situazione e dilungarsi ancora di più.
Un pesce portato nei giusti tempi al leader si presenterà piuttosto vivace ma gestibile:

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.. all'esperienza del mate la responsabilità di gestirlo e slamarlo il più velocemente possibile; ho trovato utile a tale riguardo il boga da 60 libbre ( o affine ), almeno per esemplari fino a 50 kg circa.... lo useremo per immobilizzare la testa e sollevarla quanto basta per liberare gli ami, mantenendo immerse le branchie:

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Ho parlato di ami e non di ancorette: per me solo ami singoli, fanno meno danni e garantiscono nella maggior parte dei casi delle slamature più rapide e meno cruente; un amo singolo non piantato nella bocca del pesce poi ha meno possibilità di agganci fortuiti esterni alla bocca, questo sotto è arrivato a murata con un solo buchino :-D :

Immagine

Ami grandi per quanto possibile, più robusti per agevolare il combattimento, il che significa esche grandi; quelle sotto sono le scelte che ho maturato e sperimentato personalmente negli ultimi due anni, anche se qualcun'altro ha voluto farle sue :lol: :

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Lo so che tanti li insidiano solo con jiggini perchè "mangiano piccolo", ma i tonni delle ultime foto a contorno di questo pezzo erano in mangianza su sardine da 7 cm e sono caduti su stick da 18-20 cm .... certo non è stato facilissimo, ma siamo pescatori, no?! :wink: Spesso sono movimento e tempismo che inducono all'abboccata, non solo e per forza la taglia dell'esca.

Se poi proprio vogliamo pescare "piccolo", la soluzione che ho adottato io è quella sotto:

Immagine

...anche se, tirando come si deve, vi posso garantire un'altissima percentuale di slamate o ami drizzati, quelli piccoli sono più leggeri anche di filo.

Le foto: Se non vogliamo/possiamo trattenere il tonno le foto migliori sono quelle in combattimento, col tonno sottobordo tipo questa:

Immagine

il pesce in braccio vede drasticamente scendere le sue possibilità di soppravvivenza, i rossi non sono spigole! Se è destinato al consumo potete farci anche un intero reportage, ma se volete vederlo libero e in salute meglio ridurre al minimo manipolazioni e strapazzi.

Ovviamente prendete tutto questo come il classico "my two cents" personale, dato che la mia esperienza è comunque limitata in situazioni e taglie, anche se con buoni numeri....

venerdì 16 marzo 2012

TUNA RODS : FACCIAMO DUE CHIACCHERE AL RIGUARDO

Grazie all'attuale ritorno dei tonni rossi, merito probabilmente di una valida politica di limitazione delle catture professionali, le nostre acque hanno assistito ad un rinascere della pesca dilettantistica rivolta a tali splendidi animali; chi va per mare sempre più spesso si trova spettatore di mangianze di pesci prima molto più rari. E' nata quindi una specie di frenesia che ci coinvolge in pieno, mirata al cercare di insidiare tali nobili avversari con attrezzature da spinning pesante.


Ovviamente le ditte del settore ci si sono buttate a pesce, e mai come ora ognuno offre la sua ricetta per l'attrezzo "perfetto" per combattere sua maestà. Peccato che non è tutto oro ciò che riluce, come spesso accade ovviamente; pare che basti progettare, importare o vendere una canna simil-palo per qualificarla come strumento ideale per tale impegnativa pesca.
In questo marasma generale voglio buttare giù queste righe per chi avrà la pazienza di leggerle, i classici "my two cents" gettati nello stagno sperando che facciano i cerchi giusti. Avendo avuto la fortuna di provare coi pesci diversi attrezzi, ho maturato, fino alla prossima elucubrazione, le mie convinzioni o, per meglio dire, mi sono riconosciuto nelle esperienze ben più ferrate di "colleghi" che questa pesca la praticano da tempo e che hanno sviluppato attrezzi, esche, tecniche e una cultura specifica.... tanto per cambiare chi ha tracciato il sentiero, lo ha battuto e reso una strada facile da seguire sono stati i soliti anglers Giapponesi. Ma si sa che il nostro buon spirito Italiano ci spinge a sperimentare, fare pratica sulla nostra pelle e sviluppare un nostro percorso indipendente, anche se alla fine le linee convergono. I miei primi tentativi, i primi successi e diverse belle catture sono arrivati con l'uso delle classiche canne da stickbait per GT, canne scelte per la loro potenza e perchè, nel nostro immaginario, i nostri tonni sono più grandi dei loro, senza inizialmente fermarsi a pensare alle numerosissime catture a tre cifre avvenute in acque Americane, Giappe e Neozelandesi con attrezzi più consoni. Ecco quindi che canne come la Fantastick GT82LC di Ripple o la WRC 80p35 di Smith o la Zanzibar di Patriot Design hanno tutte avuto la loro chance con pesci anche parecchio belli e talvolta superiori ai 50 kg e prossimi ai 60, quantomeno per quanto mi riguarda... qualcosa di sbagliato? Beh sì e vi spiego rapidamente perchè: tali canne nascono per una pesca radicalmente diversa, sono progettate per tirare i carangidi via dal reef in discreta rapidità, il resto del combattimento è breve, rapido, il GT ha grandi spunti ma non eccelsa resistenza fatto salvo per l'effetto aquilone che entra in gioco però lontano dal pericolo in genere e può essere amministrato con relativa tranquillità; ne deriva una leva di potenza piuttosto lunga e importante, perfetta per tale gioco.
Ma nei confronti del tonno, che combatte in acque aperte con grande resistenza e che ci fa vedere i sorci verdi spesso alla picca della barca, diventano un'arma a doppio taglio; la lunga leva ci tronca la schiena, è inadatta a pompare in verticale e soffriamo non poco; ben lo sa la mia colonna vertebrale che si ricorda ancora di quello yellowfin da quasi 60 kg che si è fagocitato iaspettatamente un GT gamma mentre pescavo sui reef Caledoni... 40 minuti di sofferenza impugnando la pur spettacolare Ultimo 79MH di Ripple, canna di ultimissima generazione e comunque superiore in leggerezza e "lift power" a quelle citate prima.
Certo c'è sempre la possibilità di prendere bei tonni con canne del genere, ma potendo scegliere c'è di molto meglio e più adatto sul mercato... le cosiddette "tuna rods", sviluppate e concepite proprio con questi limiti in mente. Quello che le rende differenti è il tipo di ripartizione dell'azione: ad una vetta lunga e sensibile, atta al lancio lungo e all'animazione di esche così leggere che una canna da GT non ne verrebbe nemmeno caricata, uniscono una parte bassa di backbone decisamente più corta e potente; poco importa che parliamo di una Shikiri di Carpenter, di una Seven Miles di MC Works, di una Blue Sniper Tuna di Yamaga Blanks, di una Grand Armor Tuna di Patriot o di una Big Tuna Japan di Ripple o di altre canne, sono tutte allineate su questa azione e non a caso: con un attrezzo del genere si può ottenere il massimo in fase di pompata di un grosso rosso o pinna gialla senza sacrificare la lunghezza per il lancio o la sensibilità sull'esca.
Per meglio chiarire il concetto vi metto un video di quella che io considero una delle migliori canne da tonno, avendola potuta bistrattare a dovere:


la BIG TUNA JAPAN 87 di Ripple Fisher, canna estrema anche nella sua classe in quanto dichiarata per PE6-12 e comunque capace di gestire piccoli jig e stickbait con disinvoltura... fate caso alla piega in questa prova a secco con 15 kg all'altro capo del filo, spettacolare!

                             

Impressionante vero?! La stessa ripartizione di azione consente di avere attrezzi superlativi come la Yamaga Blanks Blue Sniper Tuna 82/6 che uniscono un lure weight di 30-80 grammi con la capacità di gestire un drag da 10 kg e un PE6, il tutto con una leggerezza impressionante di 386 grammi, scelta perfetta per quando i tonni fanno gli schizzinosi e dobbiamo presentare loro artificiali degni della pesca allo sgombro.

E che dire della sorellona appena in uscita, la Blue Sniper Tuna 83/8, un po' più corta e ottimizzata fino al PE8?
                         

                             

Certo se si tratta di provare a prendere un tonno una volta e già abbiamo le nostre canne tropicali è logico provare con esse, ma se dobbiamo valutare di acquistare un attrezzo specifico badiamo bene a non comprare ciò che non è ideale o potrebbe addirittura danneggiarci, o quantomeno non darci i vantaggi migliori, dopotutto nessuna delle canne presentate oggi, a torto o a ragione, per il tonno costa poco, meglio farla bene la spesa!

E per il futuro? Visto che i tonni sembra che stiano crescendo in taglia media e speriamo ritornino ai vecchi fasti? Beh, in primo luogo non esageriamo lanciando uno stickbait a pesci da tre quintali, in secondo luogo anche tra le canne da tonno stanno uscendo delle autentiche macchine da guerra: la potenza è elevata, la lunghezza si riduce ma l'azione rimane con la stessa ispirazione, in un certo qual modo si estremizza.
A Osaka ho avuto il privilegio di tastare le nuove Ripple in prossima uscita: la serie è sempre la Big Tuna Japan ma le misure sono 7 piedi e 10" e addirittura 6 piedi e 8", autentici mostri al carbonio capaci di un "lift power" immenso:



... e non le ho nemmeno tirate tanto perchè col giubbotto in pelle sudavo come ad agosto.... c'è chi le ha provate molto peggio:

                                                          Foto ufficiali  Ripple Fisher

Una cosetta avranno notato i più attenti: i manici sono lunghi, agevolano l'azione di lancio ma soprattutto nascono per una bella cintura bassa che ci consentirà di bilanciarci perfettamente e dare il nostro meglio nel match col gigante rosso!

domenica 2 ottobre 2011

ADRIATIC TUNA... IL VIDEO

Sulla scia del post precedente, ecco un videozzo realizzato in una tranquilla giornata tra amici "tonneggiando".
Si apprezza la curva della Smith WRC 80p35 in combattimento serrato, nonostante sia una canna da GT e non una ben più adatta "tuna rod", se la riesce a cavare anche con i rossi di media taglia..... peccato però per la mia schiena, messa a dura prova da una leva troppo lunga..

            

Lo rifarei? Certo, ma con un'altra canna ;-)

sabato 1 ottobre 2011

LIBERE CONSIDERAZIONI SUL CARO TONNO BLUEFIN....

 
Dopo alcuni incontri saltuari in passato, ho dedicato diverse uscite per capire qualcosa e divertirmi con sua maestà mediterranea, il tonno rosso.
Premetto che quelle che seguono sono solo considerazioni che vengono da un'esperienza limitata mia e di alcuni amici in una stagione, possiamo definirle riflessioni a voce alta, tutte da consolidare o forse smentire nelle prossime uscite.
Non entro nemmeno in merito di questioni come quote, stagione chiusa, possibilità normativa o meno di pescare con rilascio, non è questa la sede; basti sapere che in una stagione ho trattenuto un singolo pesce nel periodo consentito e liberato in salute tutte le altre “catture accidentali”.
Il mio playground è stato l'Adriatico alto e medio, fondali fino a un massimo di 75 metri, sicuramente non abissi, cosa che probabilmente influenza il comportamento dei tonni sia in predazione che in combattimento.

SITUAZIONI DI PESCA

Fondamentalmente due, a barca ferma con pesce non visibile in superficie, solitamente in zona di pastura o addirittura quando ospite di amici “sardellari”.
Il jig l'ha fatta da padrone, anche nelle situazioni spurie in cui gli amici facevano la loro bella scia sapida... non ce la faccio, non fa per me calare sarde untuose sostenute dalla bottiglietta, io jiggo!
Le esperienze su scia di pastura ( sono ospite in barca, tocca starci hehe ) lasciano più o meno il tempo che trovano, siano o meno coronate da successo; ritengo che in tali situazioni il comportamento sia falsato e il tonno non agisca libero da condizionamenti.
E' capitato comunque di ancorarsi in zona positiva e vedere un paio di tonni sull'eco ancora prima di creare la famigerata scia; nello specifico 23 metri di fondo fuori da un noto porto alle foci del Po.
Calata di un hooker1 da 220 grammi e scia sull'eco del pesce che ha seguito fino al fondo, errore! La seconda calata ho fermato un paio di metri prima, due pompate controllate a far pulsare il metal e attaco brutale, probabilmente anche frutto della competizione tra i vari pesci.

Il primo combattimento con un “cinquantino” è andato piuttosto per le lunghe, con parecchi metri di PE6 fuori sulla prima fuga, altrettanti sulla seconda, e poi il pesce che ha costantemente e deliberatamente puntato la barca... mica fesso! 45 minuti spesi male, ma ho pagato lo scotto dell'inesperienza e dei consigli dei veterani!
Per la cronaca, per la voglia di sperimentare, ho usato un approccio stile “palamita gigante”, con amo in coda al jig invece che sull'assist; una soluzione che certo non ho inventato io ma che ho preso in prestito dai mostri sacri jappi che la usano per i denti di cane; i pro sono che si allama sempre bene, e che il terminale è sempre fuori dalla bocca senza pericoli di abrasione, cosa forse più utile coi doggies che con i bluefin, ma tant'è sperimentare torna magari utile poi; tra i contro il fatto che dobbiamo “moderare” la jerkata e controllarne in particolare la fine per evitare che l'amo si agganci al filo del terminale rendendo inutile il recupero
Un altro caso è stato ancora più classico, pesci in pastura sulla scia ma che non toccano le sarde innescate e nemmeno il jig.... finchè non si gira la corrente e accendono l'interruttore... risultato un quarantino su uno stay 160 bianco, stavolta armato assist tanto per non scontentare nessuno.
Per la cronaca i modelli di Jig che hanno catturato sono stati, oltre ai due citati, il Nagamasa di Smith, il Flashing Haoli di Lamble Bait e il Blast Edge di Patriot, ma immagino che molti altri siano altrettanto efficaci, troppo poca la casistica per fare una classifica.
La terza situazione a barca ferma e in assenza di segnali è capitata a un amico: lancio verso i soliti “pali” con un'esca molto vibrante e di disturbo come il Baby Runboh, e mostro che esce dalla struttura come un sommergibile per inglobare il povero stick; certo non era intanato lì, ma si aggirava in cerca di preda nelle immediatezze del manufatto; di una preda qualunque occasionale probabilmente, non dietro a un foraggio di mare aperto classico... caso difficile da ripetere ma comportamento da tenere presente specie pescando in situazioni in cui mancano le solite sardine, acciughe, lanzardi o simili, il tonno si dedica a tutto se c'è bisogno e fame.

Uscendo dalle circostanze “speciali”, le esperienze più belle sono state sulle mangianze, a volte grandi come campi da calcio, a volte piccole e veloci.
Le discriminanti sul loro comportamento sono state il numero di tonni, la consistenza dei branchi di foraggio, la distanza dalla costa e la presenza di concorrenza umana.
In circostanze disturbate si sono dimostrati sia restii ad essere avvicinati a tiro di lancio che selettivi sull'artificiale e sulla presentazione.


Su mangianze ampie e continuate l'approccio che ha meglio pagato è stato un avvicinamento lento e in deriva, spegnendo i motori in distanza e arrivando a tiro con l'abbrivio della barca, ma in caso di blitz veloci ha pagato maggiormente, nelle mie uscite, arrivare il più veloce possibile in prossimità, virare di 90° per mettersi in parallelo con la mangianza e lanciare il più rapidamente possibile con motore acceso ma in folle; mi è parso di notare che spegnere il motore, e quindi la rapida variazione di rumore, sia più negativo per i pesci del rumore stesso mantenuto costante.... a ben guardare succede lo stesso coi bass e il motore elettrico, giusto per cercare un paragone molto lontano. Certo in questo secondo caso in poco tempo i tonni spariscono, ma le nostre chance le abbiamo più spesso che cercando un improbabile intercettamento a motore spento e barca in semideriva, tre o quattro lanci riusciamo a farli frequentemente, e di solito bastano a capire se i pesci sono interessati alla plastica.

TIPO DI ESCHE, ARMATURA E PRESENTAZIONE

Per quanto qualche cattura esca anche con classici di superficie come i poppers e gli skipping lures, la parte del leone nella mia pratica l'hanno avuta diversi tipi di stickbait e in misura minore dei metal jig da lancio; probabilmente sono ottimi anche i minnows, ma sinceramente non li ho adoperati ancora con continuità nonostante esistano diversi modelli specifici.
Parliamo un attimo di stick; solitamente si consiglia il massimo di similitudine col foraggio in dimensioni e colore... spesso funziona ma non sempre è così, anche altri fattori entrano in gioco.
Un fattore decisivo secondo me è l'ampiezza del movimento dello stick e il conseguente disturbo in acqua; se in giornate di pesce molto aggressivo o, all'opposto, di pesce non in mangianza, si è dimostrata estremamente catturante un'esca dal movimento esasperato come il Baby Runboh di Smith, in situazioni di mangianza “tranquilla” o selettiva hanno fruttato molto di più degli stick dal movimento poco accentuato o addirittura quasi lineare... sto parlando di modelli come il Volador, o ancora meglio il Surfish Tuna di Nature Boys, esca che per me è stata il mattatore assoluto, il Samana di Oceanthroughbred o, in caso di necessità di un'esca piccola, l'Halshico Twicher di Halcyon System o il Saruna Dragon di Smith.


La spiegazione secondo me è semplice, avete mai visto come nuota una sardina o uno sgombro? Corpo dritto e vibrazioni rapide e veloci della coda che non modificano l'assetto del pesce, certo non si muovono come un pesce rosso da boccia sotto stimolanti! I tonni sono in grado di percepire la differenza e di ricondurla o meno al comportamento del naturale presente al momento.
Come armare i nostri stick? Io ho abbandonato le ancorette, troppo dannose per il pesce e poco affidabili in combattimento. Anche gli ami classici da jig collegati con doppio split non mi hanno convinto come percentuale di allamata, troppo del gap dell'amo è invalidato da quell'anellino ingombrante su un amo tanto corto.
Quelli che sono piaciuti a me sono dei modelli forse meno conosciuti: in primis il Decoy Pike JS3 collegato con doppio split, la cui curva particolare si è rivelata micidiale; il secondo che mi piace, montato allo stesso modo, è il Papa Style di Varivas, sottile di ferro, più lungo di gambo di un classico jighook e con curva un po' rientrante; ultimo per le situazioni di esca piccola il Decoy DJ87, in realtà un amo con assist brevissimo che si addice bene ai ministick ( tipo Halshico Twicher ) ma che non ho ancora messo alla prova con pesci molto over 30 kg. Ci saranno anche altre soluzioni, io ho riportato quelle che si sono rivelate migliori per me.

I colori dell'esca? Posso dire poco se non di avere sempre usato tinte naturali, giusto per non sbagliare; non ho fatto prove con gli aggeggi colorati che uso per le cubere in altri mari!
Sardina, acciuga, oro-beige stile sugarello, roba del genere insomma, niente fantascienza.

IL RESTO DELL'ATTREZZATURA

Come canna, ottimi attrezzi si sono rivelati la Blue Sniper 87/6 Tuna di Yamaga Blanks, la Grand Armor Tuna Diamond 86 ( più lungo il nome della canna ) di Patriot Design, ma ci sono sicuramente altre ottime canne nelle gamme delle marche più blasonate; in passato ho guardato di buon occhio anche le canne specifiche da stick per GT, anche se credo che ci penalizzarebbero con uno sforzo prolungato un po' eccessivo in caso di combattimento lungo, dato la loro stuttura differente in ripartizione della piega rispetto agli specifici attrezzi da tonni.
Sono tutte canne con lunghezza da 8' a 8.6, abbastanza per lanciare lungo quando serve, e con una curva “metà-metà” che non offre eccessiva leva al pesce nelle fasi di combattimento statico; in poche parole, sotto trazione la metà superiore della canna, utile per il lancio e la manovra delle esche, collassa progressivamente per lasciarci una parte di leva piuttosto corta, utile a una pompata veloce e incisiva sul pesce e pietosa della nostra schiena.

Mulinello? No questions, i migliori che il grano possa concederci, per me Stella 10000FA serie vecchia, a volte con bobina di capacità superiore, anche se finora non mi è servita... ma metti metti che aggancio il quintalino e mezzo?! Sì lo so, probabilmente riderebbe lui .....
In bobina un buon PE minimo 6, meglio 8, a seconda delle nostre capacità di lancio; i giappi top level tipo Varivas Avani GT o YGK Ultra Castman offrono incisivi vantaggi in questa pesca ma non sono indispensabili, il mio big sui 60 è uscito con del normalissimo Fins da 80 lbs.

Terminale: per me Fluorocarbon, 100-120 libbre, in troppe situazioni i pesci arrivavano tutti sulla mia canna e non su quelle degli amici col nylon, e non credo fosse merito personale, non solo almeno, visto che quando prestavo la canna i pesci la seguivano anche in mani diverse.

RECUPERO DELL'ESCA

Pompate più o meno brevi, tra i 50 cm e il metro e venti circa, con l'artificiale che non esce dall'aqua se non per qualche spruzzatina; troppi i rifiuti quando preso dalla fretta mi capitava di farlo spiattellare un po' o rompere troppo spesso la superficie; a volte anche recupero continuo più o meno rapido ma dritto, e qualche attacco anche ad esca quasi ferma.
Non esageriamo con strappi irregolari e fantasiosi, il tonno è veloce ma ha poca manovrabilità, tipo missile che una volta presa una direzione non può girarsi facilmente per inseguire un bersaglio troppo mobile.
Teniamo anche presente che c'è competizione sotto ma non sono fessi e che il tonno ha l'abitudine di fare un bel macello di pesciolini sfrecciandovi in mezzo e tornare sui suoi passi a raccogliere morti e morenti. In mangianze piccole mi è capitato di prendere spesso con esche grandi in relazione al foraggio proprio in fase di fine della frenesia, il cibo scarseggia e probabilmente l'alternativa è raccogliere quello che si trova in zona senza essere troppo schizzinosi o restare con un “buchino nello stomaco”.. sembra quasi che il nostro stick, più che come pietanza, venga considerato alla stregua del dolcetto di fine pasto.
In situazioni di frenesia ampia invece, può essere più determinate fare la giusta scelta in colore e dimensioni il più possibile simili al pescepasto presente in loco.
Le uniche situazioni disperate sono quelle dei giganti che salgono a inglobare in un solo boccone delle palle di micropescetti, robe tipo megattera sulle aringhe.... qui una soluzione ancora non mi viene, e per catturare in questo caso credo diventi determinante soprattutto il fattore “C”.. quello di cui è ben dotata Belen per capirci.
La ferrata è un attimo un casino, e confesso di non avere ancora una soluzione perfetta; se arriva di lato problemi zero, due o tre belle stangate e pronti al combattimento; se arriva, come in gran parte dei casi succede, da dietro, spesso ci allenterà sia pure di poco il filo e sarà dura piantare gli ami, riusciremo a farlo in genere quando vira di lato o in basso, sempre che non abbia già sputato quel coso così indigesto. Le ferrate imperfette porteranno molto spesso a slamate, e confesso di subirne non poche tuttora, ma le considero parte del gioco.

IL COMBATTIMENTO COL PESCE

Prima di provarci sentivo i miei amici con esperienza in drifting che mi dicevano che era impresa disperata, estremamente difficile, che sarebbero state storie di bobine svuotate e ore passate a tirare... a volte in passato è anche successo o l'ho visto succedere, ma si è trattato dello scotto delle prime volte credo.
In realtà tutto quello che riguarda la pesca classica a drifting è diffcilmente applicabile allo spinning, forse un po' di più al jigging, ma solo per l'inizio combattimento. Non abbiamo fili molto elastici che assorbono le nostre pompate e prolungano i nostri sforzi; con la treccia ogni colpo che diamo alla canna arriva dritto in testa al tonno. Chi viene da una buona esperienza tropicale è sicuramente avvantaggiato, ma non è indispensabile, il mio consiglio è di esser aggressivi.
Nell'ultima uscita ho portato sottobordo un pesce da 30 kg circa in cinque minuti e uno da 50-60 in meno di dieci ( sto aspettando il video relativo ) su 75 metri d'acqua; certo i pesci arrivano sotto belli indiavolati e difficili da maneggiare per il mate, ma con un buon dehooker e gli ami singoli li possiamo mollare ancora in ottima forma, cosa a cui tengo in modo particolare come segno di rispetto per ogni avversario da liberare... se ci vogliamo ( e possiamo, occhio alla legge! ) fare il sushi importa poco, ma se intendiamo rilasciare il nostro avversario meglio farlo nel minor tempo possibile.


Solitamente abbiamo una prima fuga a cui è impossibile opporsi, anche se talvolta una ferrata brutale pare agire da “sedativo” su alcuni esemplari ed indurli ad un combattimento piuttosto passivo, ma certo non è un'eventualità su cui contare; questa fuga è quella tanto magnificata dai nostri colleghi coi tiagra e gli alutecnos, in certi casi di pesci di taglia è indispensabile inseguirli a motore, ma partiamo aiutati dal fatto che siamo a barca libera e spesso in abbrivio, niente ancore o boe o canne da ritirare; non mi è ancora capitato che servisse mezzo chilometro di treccia, ma aspetto il big one per verificare. In gran parte dei casi ce ne sarà una seconda più breve, poi diminuiscono e cessano a seconda di quanta resistenza facciamo loro assaggiare, ovviamente in relazione alla mole.
Il combattimento di resistenza, di dare e prendere filo, meglio condurlo in diagonale, se il tonno viene in verticale diventa tutto più statico e difficile; meglio allontanare la barca cedendo filo e ricominciare da un angolo diverso; diamo tutto quello che possiamo nella pompata, occhio alle frizioni troppo morbide; indispensabile, per accorciare le distanze rapidamente, la pompata breve e veloce senza portare la canna quasi in verticale sopra noi ma utilizzando gli angoli bassi che sono molto più efficaci, specie col pesce in distanza. Il tonno non ha la tenuta laterale, il cosiddetto “effetto aquilone” del GT, ma diventa merce dura alla picca della barca.

Metto una foto di combattimento per meglio rappresentare quanto ho detto sopra per le canne da Tuna-GT; quella in foto è una di quelle che più vengono consigliate per questa pesca e che ho comunque usato anchio con discreti pesci: appare chiara la leva piuttosto lunga che impegna a fondo l'angler anche con carichi relativamente modesti, niente di sbagliato nella canna in se, la leva nasce per la pesca ai carangidi e non al tonno come invece si vuole far passare, ci si può fare ma si soffre, lo conferma la mia schiena. Molto meglio un attrezzo adatto che piega più profondamente e ci agevola non poco nella pompata dei pesci più grandi, almeno nella mi personalissima opinione ( che però coincide con quella di ogni pescatore Jappo che si dedica ai tunnidi hehe ).


Evitiamo le posizioni statiche, primo perchè il tonno prende il nostro ritmo e alla lunga ci frega o ci stronca, secondo perchè finiremmo per insistere sempre sullo stesso tratto di treccia, ricetta sicura o quasi per stressarla e romperla per fatica.
Attenzione a scafo e eliche, il nostro bluefin ha una particolare predilezione per cacciarvici contro il filo, in molti casi sembra che li punti in maniera deliberata e ci può prendere alla sprovvista; più di una volta dopo un recupero vivace ho dovuto cambiare il fluorocarbon ricoperto di antivegetativa!

In tutto questo pippone il sunto di quanto ho appreso personalmente sul campo in un tempo tutto sommato breve, tutto da rivedere e perfezionare, diciamo che sono le impressioni sulle quali imposterò la stagione prossima, ansioso di imparare sempre di più e di confrontarmi con avversari sempre più grandi, magari, se vorranno Dio e l'uomo, in un mare sempre più ricco di questi spettacolari avversari!
Ci sono altre cosettine, altri dettagli su cui non ho approfondito, altre prove che ho in mente di fare, ci sarà tempo per parlare anche di questo più avanti.