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mercoledì 15 dicembre 2010

PROFISHCO RING & GROMMET

Un utilissimo accessorio per il terminale. Ricordo di avere in passato rotto spesso all'altezza della congiunzione del nylon con la girella posta prima dell'artificiale, rotture dovute a quanto sembrava al taglio del filo da parte dell'occhiello sotto trazione estrema; a poco erano serviti tubini, redancine o altri accorgimenti, finchè un amico mi segnalò questi oggettini, semplici ma geniali.
http://www.profishco.com/magnumring.asp

Da allora li uso costantemente nelle classi di lenza dalle 80 libbre in su e il problema sembra risolto; una veloce crimpatura sul terminale, uno split ring per connettere l'artificiale e siamo pronti tanto a popper che a jig.


ASSIST RAPIDO, UNO DEI TANTI MODI

Capita spesso in barca di non avere degli assist pronti esattamente come li vorremmo, dato che le combinazioni di ami, cordini e misure sono innumerevoli e che in pesca possiamo avere una certa mortalità per perdite o tagli.
Certo in quei frangenti non c'è tempo per sottigliezze quali legature di filo fine di copertura, resinature, tubetti termorestringenti, splicing e altre ricercatezze.
E' buona cosa allora conoscere quel paio di nodi specifici che ci possono venire in rapido soccorso, uno per l'amo uno per lo split.
Il mio cordaggio preferito per tale compito è il Varivas assist line per la sua ruvidezza e la conseguente impossibilità a slittare.
Di seguito le fasi salienti dei due nodi che amo usare tra i tanti esistenti, da tirare rigorosamente con le pinze al fine di un serraggio ottimo.












...dall'altro lato il solid ring...










...il risultato finale...


Nulla ci vieta poi di arricchire o irrigidire col solito tubino termorestringente.

TERMINALI IN ACCIAIO

Necessità frequente, pescando in alcuni luoghi, è quella di munire l'ultimo tratto della nostra lenza di un breve segmento d'acciaio; questo per fare fronte, tanto nel jigging che nella pesca di superficie, alle dentature impietose di alcuni predatori come squali, barracuda, kingfish e wahoo che possono essere sia oggetto della nostra pesca sia rapinatori d'occasione dei nostri artificiali. Purtroppo spesso tale "appesantimento" visivo risulta in un calo delle abboccate, decisione quindi da ponderare bene di volta in volta. Per ridurre al minimo la visibilità del nostro bite tippet io mi sono da tempo orientato sul piano wire, ovvero sul monocavo d'acciaio; esso offre il minor profilo possibile a parità di tenuta rispetto ad altre soluzioni metalliche; richiede qualche cautela nell'uso, come ad esempio la sostituzione in caso di pieghe secche che lo snervano subito e una connessione particolare chiamata haywire twist.
Le caratteristiche tecniche le troviamo ad esempio sul sito della American Fishing Wire, uno dei produttori più noti:


Solitamente utilizzo misure dal 4 per la pesca leggera al 10 per il jigging pesante e per la lunghezza cerco di mantenermi il più corto possibile, partendo da 10 cm per la pesca con minnow a barracuda sulle flats a circa 25 cm per jiggare in presenza di squali.


Alle estremità connetteremo una girella di provata qualità ma ridotto ingombro per l'unione al terminale in nylon, e dall'altra parte un solid ring di taglia opportuna completato da uno split ring per la sostituzione rapida degli artificiali.

Di seguito la realizzazione del "nodo":

                                     Partiamo coi componenti


Realizziamo un occhiello tondo....


... e iniziamo ad avvolgere i due capi vicendevolmente...


...per 6-8 spire...


... a seguire, col capo libero effettueremo degli avvolgimenti attorno al madre a 90°...


... effettuati 4 o 5 giri a bloccare, realizziamo una "maniglietta" che ci servirà per ruotare il rimanente con lo scopo di spezzarlo...


... l'acciaio spezzato ci lascerà privi di spuntoni taglienti pericolosi che avremmo invece con la tranciatura...


...lo stesso faremo all'estremità opposta...


... e dopo avere inserito lo split ecco pronto il terminalino...


Consiglio di averne sempre pronti un pochi a portata di mano dato che la sostituzione in pesca può essere frequente.