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LURE BUILDING & LURE FISHING AROUND THE WORLD

domenica 19 dicembre 2010

LE ALTRE SODDISFAZIONI DI VIAGGIO

Perchè viaggiare non è solo pesca, ma tutto un contorno di esperienze e sensazioni che rendono unico ogni soggiorno in terre lontane o vicine che siano.
Il cibo, quello buono, è spesso la classica ciliegina sulla torta di un viaggio perfetto o può essere una buona medicina per lo spirito quando non tutto va per il verso giusto.


Le aragoste del Madagascar, ad esempio, arrostite e leggermente condite da spezie locali, ci hanno reso più sopportabile quella volta l'assenza del mostro pinnuto da ricordare.
Una vera squisitezza e un gustosissimo ricordo!

sabato 18 dicembre 2010

CHE SE MAGNANO ?

Acque tropicali, pesci voraci, squali, denti aguzzi, mille feroci fantasie per ritrovarsi magari tra predatori da mezzo quintale che attaccano in maniera selettiva acciughine da un dito!
Beh, non sempre fortunatamente è così, la legge della jungla è spesso selvaggia laggiù in fondo e anche creature aggressive che non saremmo molto portati a definire come "esche" devono guardarsi le pinne dai loro vicini più grandi.
E' il caso delle murene, che in taglia piccola ma anche media finiscono sul menù di cernie, squali, snappers e carangidi più spesso di quanto non siamo portati a credere. Persino un piccolo rosy jobfish come quello della foto ( Terre Rouge, Madagascar ) non si è fatto tanto pregare per ingoiarne una.


Una volta spellate e arrostite per esempio, sono considerate un'esca d'elezione alle Hawaii, dove i locali si arrampicano su scogliere impervie con le loro canne custom e i mulinelli da traina d'altura per insidiare da riva i più grossi Ulua, o Giant Trevally, del mondo.
Certo per noi che peschiamo con gli artificiali non sarà facile imitarle a dovere, ma dopotutto la pesca non è interessante anche per le sfide strane e inaspettate che ci propone?

LA RESISTENZA DEI NOSTRI ARTIFICIALI

Non capita molto spesso di soffermarsi sulle qualità di durata degli artificiali che compriamo quando siamo in negozio; li acquistiamo spesso per colore, aspetto, forma, fama, più o meno come comprare gli adorni per il nostro albero la settimana prima di Natale. Capita poi che nell'uso pratico non rispecchino le nostre aspettative, sedotte più da caratteristiche estetiche che da attenta valutazione.
Però ci sono anche articoli dall'eccelsa durevolezza; a me è capitato di restare sorpreso mentre mi godevo un bagno ristoratore al termine di una bella giornata di pesca nell'Oceano Indiano, quando la corrente mi mise davanti l'oggettino della foto:


Dalla forma molti avranno riconosciuto un classico minnow della Giapponese Tackle House, chissà quante storie avrebbe da raccontare se potesse parlarci. Le molteplici incrostazioni e la copertura di briozoi ci dicono che ha navigato a lungo, tanto a lungo che le ancorette si sono disciolte, ne restava una minima parte che si è staccata al momento di raccoglierlo. La colorazione originale è ben difficile da riconoscere ma la struttura metallica è ancora impeccabile, come pure split ring e solid connessi che, seppur incrostati, non sembrano particolarmente ossidati.
Una cosa che colpisce è il terminale ancora attaccato, a conferma di quanto il monofilo sopravviva anche nell'ostico mondo salato, pensiamo bene a cosa fare dei nostri rimasugli di filo quando siamo per mare, e riportiamoli a casa con noi, faremo un gran favore all'ambiente.

mercoledì 15 dicembre 2010

E DA QUI SI RIPRENDE

Fin qui tutto già visto... tempo di produrre qualcosa di nuovo, di buttare giù qualche sciocchezzuola... i prossimi giorni ci lavoreremo un attimo.
Intanto scorci di paesi lontani, alba in Tanzania dal passato... inizia un giorno nuovo:

IL PERICOLO RONZANTE


Ogni assiduo viaggiatore tropicale si sarà imbattuto in insetti fastidiosi di diverse specie, dalle quasi invisibili sand-flies alle mosche cavalline ai più comuni rappresentanti dei culicidi, ovvero zanzare o mosquitos di diverse specie più o meno pericolose.
Essi rappresentano non solo un grandissimo fastidio per le loro punture irritanti, ma possono essere il veicolo di trasmissione di parassiti e malattie anche molto gravi per l'essere umano, tra cui possiamo ricordare la Febbre Gialla, che richiede apposita e obbligatoria vaccinazione, la Malaria, con relativa profilassi, la Dengue, in forte espansione e tuttora senza una cura specifica.
Ovviamente, non avendo questo blog la competenza per addentrarci in discorsi di carattere medico, il primo consiglio obbligatorio è di prendere tutte quelle cautele che i centri specifici di medicina del viaggiatore possono darci in relazione alle mete che vogliamo visitare. Detto questo, vediamo che strumenti possiamo trovare sul mercato per ridurre i rischi di puntura da parte dei pestiferi insetti.
Il primo e più classico rimedio che viene in mente è costituito dai classici repellenti, in spray, lozione o gel, ora rintracciabili anche in formulazioni che sostengono di essere efficaci con le "zanzare tropicali"; sicuramente possono costituire una prima barriera, anche se non tutti i prodotti manifestano la stessa efficacia in tutti i luoghi e con tutte le specie e se dobbiamo tenere ben presente che vengono facilmente dilavati da acqua e sudore, per cui dobbiamo ricorrere a riapplicazioni abbastanza frequenti.
Ricordiamoci anche magari uno stick per alleviare il prurito del dopo puntura, non avrà alcuna protezione sulla nostra salute ma potrà risollevare il nostro umore dopo un attacco delle bestiacce.
In realtà vi è una linea di difesa ancora anteriore a cui dovremmo prestare particolarmente attenzione, specie in quelle zone riconosciute endemiche di patologie pericolose; sto parlando del nostro abbigliamento, pantaloni lunghi, scarpe chiuse e maniche lunghe, oltre a una buona bandana attorno al collo, mettono al riparo la gran parte del nostro corpo, lasciando esposte solo quelle zone facilmente controllabili come mani e volto; in casi estremi di aggressività e numerosità delle zanzare l'unico rimedio che resta è un cappello specifico con retina come quello che vedete in foto che, unitamente a un paio di guanti, ci isolerà completamente dagli attacchi.
Un piccolo aggeggino, visibile anchesso in foto, che si è rivelato utile in molte situazioni è quel piccolo emettitore acustico che si può attaccare alla cintura o a un bottone della camicia; è fornito di batterie solari e il suo scopo è quello teorico di emettere un ronzio molto simile a quello delle zanzare maschio, che vengono evitate dalle femmine già fertilizzate che sono poi quella parte della popolazione che si alimenta del nostro sangue .... non è infallibile ma spesso è stato un ottimo aiuto, un investimento di pochi euri rintracciabile nei negozi più forniti di escursionismo.


Altri accorgimenti del nostro comportamento possono tornare utili; per esempio cerchiamo possibilmente di stare sottovento rispetto a mangrovie, cespugli e pozze d'acqua stagnante, infatti gli insetti sono attratti principalmente dalle nostre emissioni respiratorie di anidride carbonica ed è quindi molto meglio se vengono allontanate dai "condomini di zanzare" piuttosto che portate dritte verso di loro a costituire la traccia perfetta da risalire.
Non dimentichiamoci poi dei nostri alloggi; l'aria condizionata spesso risolve, come pure un buon fornelletto a piastrine da lasciare attivo in nostra assenza; in mancanza di essi cerchiamo almeno di dormire al riparo di una classica zanzariera tesa sopra al letto e prestiamo particolarmente attenzione al tempo che trascorriamo in bagno.
Giusto due righe banali che spero siano comunque di utilità a chi si cimenta per le prime volte in avventure piscatorie esotiche... e, se avete voglia di approfondire le conoscenze su qualche piccolo incubo legato alla puntura di zanzara, digitate "torsalo" su un qualunque motore di ricerca, non pericoloso ma assolutamente disgustoso e da evitare!

POPPER NUOTATORI, L'ALTERNATIVA MENO NOTA


Quando si pensa ad un popper la prima immagine che ci viene alla mente è il classico "boccalone" che spruzza l'impossibile e fa un fracasso esagerato sotto le strappate della canna.
Ma vi è un'altra categoria meno nota che abbina all'azione di sopra un movimento molto invitante una volta portato sotto la superficie. Solitamente le esche facenti parte di questa categoria hanno forma tozza, liscia e compatta e corpo bombato senza "colli" o strutture particolari; anche la bocca spesso risulta meno scavata dei modelli classici da short popping. Una volta portati ad affondare leggermente sotto il pelo dell'acqua con un movimento di canna piuttosto lungo e non troppo brutale sarà chiaro il perchè dell'epiteto "nuotatore"; infatti evidenzieranno un'azione scomposta e scodinzolante alla stregua di un minnow, trascinando comunque con loro la scia di aria intrappolata all'inizio del recupero.
Ogni marca evoluta ha il suo "swimmer" a catalogo, dagli Abasa e Anthias di Carpenter, ai Crazy Swimmer di Fisherman, al mio modesto SW della foto sopra giusto per citarne alcuni.


Essi hanno spesso una marcia in più in condizioni di acque calme e tranquille, pesci svogliati o diffidenti o semplicemente quando i predatori preferiscono ghermire l'artificiale appena sotto il pelo.


Sono efficaci con tutti i predatori che attaccherebbero un'esca di superficie e variando la taglia possiamo insidiare un po' di tutto, dal carangide gigante al barracuda, al roosterfish.
Importante è non comprometterne l'azione con ami o ancorette esagerate e comunque rimanere negli standard consigliati dalle case madri, pena una notevole diminuzione della loro dinamica.


TREBLE HOOKS XXL, MISURE A CONFRONTO


Finalmente mi sono arrivate le Gamakatsu GT Recorder, dura reperirle e care come il fuoco, ma le ultime vicissitudini di aperture e slamate mi avevano spinto a cercare un'alternativa più sicura.
Ovviamente la numerazione non è affatto analoga ai modelli che già conosciamo e quindi tornano utili due foto di confronto.
Certo che però, a vederle, danno profonda sensazione di sicurezza e robustezza e di essere meno soggette a leve strane, che tendano ad aprirle, per la loro struttura a rientrare della punta; oltre a ciò vengono già in versione barbless.
In pesca ancora le ho provate solo una volta , in modo positivo ma anche troppo limitato per trarre conclusioni... certo che se ne parlano bene dappertutto un perchè ci sarà, in autunno le prove serie sul campo.

Prima foto: Owner ST66 4/0, Gamakatsu GT Recorder 5/0, Owner ST66 5/0:


Seconda foto: Owner ST66 5/0, gamakatsu GT Recorder 5/0, Owner ST76 5/0:


Terza foto: gamakatsu 5/0, Owner ST76 5/0, Gamakatsu 7/0:


Quarta foto: Owner St76 5/0, Gamakatsu 7/0:



I pesi, indicativi, su bilancia con approssimazione al grammo :

Owner ST66 4/0 :  9 gr
Owner ST66 5/0 : 11 gr
Owner ST76 4/0 : 12 gr
Owner ST76 5/0 : 18 gr
Gamakatsu 5/0 : 11 gr
Gamakatsu 7/0 : 19 gr

Mancano da confrontare le 8/0, ma per ora non le ho trovate, e magari, per completare il lavoro, le Decoy Special GT.