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giovedì 7 luglio 2016

THE IMPORTANCE OF FIELD TESTING A LURE


Questo è un post un po' particolare, l'intenzione è far vedere come cerco di lavorare sui miei artificiali.
In particolare, essendo sempre alla ricerca di nuovi materiali e finiture, diventa fondamentale provare intensamente sul campo il nostro lavoro.

La storia è questa: avendo trovato una verniciatura particolarmente brillante e piacevolissima alla vista a esca ultimata, era necessario testarne eventuali controindicazioni in pesca pratica... niente di meglio di due settimane sul campo, una in Colombia e una alle Andamane, con tra di esse quei 20 giorni senza il minimo lavaggio o cura per l'artificiale.
Una cinquantina di catture assortite tra carangidi, mackerel, cubere, tonni, e altre specie più o meno dentate, oltre ovviamente ai vari pesci slamati, hanno costituito lo stress test ideale..

L'esca scelta per la nuova verniciatura è stata un popper da 65 grammi, molto versatile, proprio per la possibilità di attirare tante abboccate da quasi ogni razza di pinnuto predatore. Insomma il poverino ha visto l'inferno acquatico o quasi. Persino il peso in coda in acciaio cromato ha riportato segni di denti.

Alla fine del test, senza problemi strutturali di nessun tipo, ma già lo sapevo, è apparsa una criticità nell'adesione dei vari strati tra verniciature e resina, come visibile in coda e presso la girella ventrale; problema che si è presentato solo dopo molte catture, ma che è abbastanza per non introdurre la nuova finitura sulle esche commerciali fintanto che ciò non sarà risolto ( e credo che già lo sia... aspettiamo prossimo test ).

Vero che, per molti, una finitura anche molto meno resistente è totalmente accettabile, ma qui si preferisce lavorare diverso e non fare pagare bei soldini per qualcosa che poi si disgrega in mare... comunque la soluzione è già in vista :)
E' in pratica sempre il pesce alla fine a decretare il successo, quindi, per questo portiamo sempre in mare i nostri giochini prima che sullo shop :) Spero che sia apprezzato :)

This is an unusual post, the goal is to show how I like to work on my custom lures.
Being always on the search for new materials and finishes, it is mandatory to try them accurately on the field.
Short story is as follows: as I found a very special paint with highly reflective power and very pleasant to the eyesight, it surfaced the need to search for any drawback on practical fishing... no better test than a week in Colombia followed by 20 days of inactivity with no rinse or wathever care for the lure followed by another week in Andaman.
I caught about 50 fishes on this lure, with jacks, mackerels, cuberas, tunas and more, not mentioning of all the missed strikes and lost fishes, by my opinion the perfect stress test.
Chosen lure was a 65 grams popper, very versatile model that could attract any kind of predator. the poor piece of wood saw hell in water. even stainless steel tail weight has reported toothmarks.
At the end of the testing, without any structural problem, it appeared a issue in the adhesion of different layers of paint and resin, as can be seen near the tail ( where you can also see the thickness of the protective layers ) and the belly swivel; this problem appeared only after many catches and can be considered absolutely statistically acceptable, , but in my opinion it is enough to call for further improvements before hitting the shop ( already under development ).
Well, somebodyelse would consider more fragile finishes totally acceptable, but we try to maximize the strenght of our lures for the happiness of the fisherman, rather than make people pay big euros for something that melts down when touched by a fish :D
It doesn't matter how sexy can be a lure, it is always the fish to determine its success... so, this is why we always bring our lures for a bath before than in the shop ;) Hope it will be appreciated :)






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