AVVERTENZE PER I LETTORI

POP, LURE & JIG, TRAVEL and LURE BUILDING

giovedì 29 dicembre 2011

BISCOTTIIII.........

Penso che chiunque abbia scelto questo slendido sport sia legato in maniera indissolubile all'elemento acqueo e ai suoi abitanti; quante volte abbiamo ammirato con stupore le misteriose e strane creature che nuotano, strisciano, camminano o semplicemente vagano in mare...
E quando capita una cosa insolita ci poniamo mille perchè, restiamo stupiti e torniamo come bambini in ammirazione della natura, vogliamo sapere e capire e imparare ancora.

Ad esempio chi avrà sulle spalle parecchi viaggi al tropico o comunque oceanici avrà già visto queste strane ferite che compaiono su molti pesci, carangidi e dogtooth in particolare....


Qui nella foto è su un Papuan Trevally jiggato sui 70 metri, ma in Nuova Caledonia l'abbiamo vista ripetuta su diversi GT anche di taglia piuttosto grande.


L'artefice di tali "buchi" è uno squalo molto particolare: è noto come Cookie Cutter ovvero taglia-biscotti per la forma circolare delle ferite inferte ai pesci che gli passano accanto o anche come "squalo sigaro" per la forma del corpo.
E' in verità piuttosto insolito come squalo, raggiunge una cinquantina di centimetri e migra ogni notte dalle acque profonde anche oltre tremila metri fino alle quote più "superficiali".
Il genere è Isistius che racchiude alcune specie piuttosto simili che attaccano ogni grosso pesce alla loro portata ma anche cetacei, vi sono pure notizie da verificare di attacchi a persone in mare da parte di gruppi piuttosto numerosi di questi terribili pescetti, con esiti fatali... la notizia ve la giro come l'ho trovata su Wikipedia, piuttosto inquietante però, praticamente un piranha di mare: In unusual circumstances, cookiecutter sharks have been known to attack humans if they find them in their hunting grounds, and there even have been reports of of their killing humans, circling them in great numbers while stripping their flesh. http://en.wikipedia.org/wiki/Isistius
Se già con squali più tradizionali, pesci pietra, serpenti di mare e cubomeduse non avevo gran voglia di farmi il bagno in quei paraggi adesso sono ancora più contento di essere rimasto a piede asciutto!!

Questa è l'immagine del bastardello, Isistius brasiliensis in questo caso, sempre grazie a Wiki:


Per qualche info in più c'è Fishbase: http://www.fishbase.org/summary/Isistius-brasiliensis.html

..... comunque affascinante.....

domenica 4 dicembre 2011

NUOVI RINGPOP MEGAMOUTH BIG SIZE DA ALLE'S LURES

... ovvero da me hehe


http://alleslures.blogspot.com/2011/12/testing-new-sizes-of-ringpop-megamouth.html

Creati per le esigenze di chi vuole inseguire i carangidi più grossi con attrezzature estreme.
Le caratteristiche ricercate sono state l'estrema robustezza, l'ottima lanciabilità e la funzionalità anche in mare formato, oltre ovviamente a una quantità di rumore imbarazzante.
Le taglie sviluppate sono state la 180 grammi, la 220 e la 245 in forma allungata.
Per ora disponibili solo su ordinazione.

giovedì 3 novembre 2011

IL NOSTRO SHOP...

... è quasi pronto, nasce dalla nostra passione di pescatori giramondo, ci è costato lavoro e sacrificio ma alla fine siamo operativi, anche se in attesa della web finale.
Quindi, dato che in magazzino ci sono tante cosette carine e che tante altre ne stanno arrivando, nasce un piccolo blog funzionale a mò di vetrina:  http://vagabondfishermanshop.blogspot.com/
Ogni richiesta o domanda via mail è benvenuta!

DOG DREAMS....

Gironzolando su Youtube sono capitato su questo fantastico filmato, da guardare in silenzio e ammirazione!

                             

Certo che se ci cascasse il mio jiggetto..... :-)))

martedì 1 novembre 2011

Il BLOG DELL'AMICO REA

http://rcfishing.blogspot.com/

appena nato ma promette bene, soprattutto considerando la passione che anima l'autore!
Sicuramente sarà interessante da seguire!

venerdì 28 ottobre 2011

SI AVVICINA IL MOMENTO...

.... della partenza per il luogo del mito, tanto sognato, tanto sofferto nell'attesa... speriamo che gli dei del mare siano benevoli e che quelle acque ci permettano di toccare i loro tesori.....
Il trailerino è da spettacolo, visto, rivisto e di nuovo visto..... speriamo vada bene, noi ce la si metterà tutta!

                            

Abbiamo dei giocattoli nuovi e meno nuovi da provare.... oggi è arrivata la MH79XH, Carpenter ovviamente anche se non sarebbe necessario specificarlo... proprio carina sembrerebbe.
Settimana prossima arrivano le Blue Reef  PE8 e PE10 di Yamaga .... ansioso di provare anche quelle.
E poi ovviamente la bestiale GTmonster77 di Fisherman, ancora non sono riuscito a piegarla a dovere, speriamo sia questa l'occasione giusta.
Tante esche nuove, le evoluzioni del Ringpop Megamouth da 220 e 180, il mio primo stick in resina da 180 grammi, e tanti bei giochini colorati di varia provenienza.
C'è da provare un nuovo sistema di terminali, una nuova armatura per i rostrati, da mettere alla prova alcune riflessioni sul jigging... insomma ci sarà da lavorare e spero di tornare carico di cosine interessanti da trasmettere oltre che di belle foto!

martedì 18 ottobre 2011

DOVE VA IL BLOG....

Ultimamente il blog va a rilento, colpa mia e del poco tempo che posso dedicargli, ma in realtà dipende dal fatto che sto seguendo un altro progetto piuttosto impegnativo e ambizioso di natura commerciale.... eh sì, mangia anche il sottoscritto, e chi mi conosce di persona non ha dubbi al riguardo hehe!
Nasce tutto dall'intrinseca difficoltà a reperire certe attrezzature particolari e certi giocattoli che ci piacciono tanto nel nostro caro paese.... e allora con un amico ci siamo detti: "perchè non ci pensiamo noi a farli arrivare?"
Spero che saremo operativi in tempi rapidi col sito, in realtà lo siamo già col materiale, tante chicchette Jappe, alcune già distribuite in Italia, la maggior parte no, quindi se qualcuno è curioso basta una mail e vedremo di soddisfare il suo interesse.
La nuova web sarà www.vagabondfisherman.com/ , non è ancora pronta ma tenetela d'occhio ;)
Per evitare conflitti probabilmente rinuncerò a qualche patch sulla camicia e a qualche collaborazione, forse mantenendo quelle a cui mi lega più l'amicizia che il lavoro, da valutare a breve.
Ci sarà anche il blog, forse evolverà, forse si dividerà... a presto i cambiamenti.

domenica 2 ottobre 2011

ADRIATIC TUNA... IL VIDEO

Sulla scia del post precedente, ecco un videozzo realizzato in una tranquilla giornata tra amici "tonneggiando".
Si apprezza la curva della Smith WRC 80p35 in combattimento serrato, nonostante sia una canna da GT e non una ben più adatta "tuna rod", se la riesce a cavare anche con i rossi di media taglia..... peccato però per la mia schiena, messa a dura prova da una leva troppo lunga..

            

Lo rifarei? Certo, ma con un'altra canna ;-)

sabato 1 ottobre 2011

LIBERE CONSIDERAZIONI SUL CARO TONNO BLUEFIN....

 
Dopo alcuni incontri saltuari in passato, ho dedicato diverse uscite per capire qualcosa e divertirmi con sua maestà mediterranea, il tonno rosso.
Premetto che quelle che seguono sono solo considerazioni che vengono da un'esperienza limitata mia e di alcuni amici in una stagione, possiamo definirle riflessioni a voce alta, tutte da consolidare o forse smentire nelle prossime uscite.
Non entro nemmeno in merito di questioni come quote, stagione chiusa, possibilità normativa o meno di pescare con rilascio, non è questa la sede; basti sapere che in una stagione ho trattenuto un singolo pesce nel periodo consentito e liberato in salute tutte le altre “catture accidentali”.
Il mio playground è stato l'Adriatico alto e medio, fondali fino a un massimo di 75 metri, sicuramente non abissi, cosa che probabilmente influenza il comportamento dei tonni sia in predazione che in combattimento.

SITUAZIONI DI PESCA

Fondamentalmente due, a barca ferma con pesce non visibile in superficie, solitamente in zona di pastura o addirittura quando ospite di amici “sardellari”.
Il jig l'ha fatta da padrone, anche nelle situazioni spurie in cui gli amici facevano la loro bella scia sapida... non ce la faccio, non fa per me calare sarde untuose sostenute dalla bottiglietta, io jiggo!
Le esperienze su scia di pastura ( sono ospite in barca, tocca starci hehe ) lasciano più o meno il tempo che trovano, siano o meno coronate da successo; ritengo che in tali situazioni il comportamento sia falsato e il tonno non agisca libero da condizionamenti.
E' capitato comunque di ancorarsi in zona positiva e vedere un paio di tonni sull'eco ancora prima di creare la famigerata scia; nello specifico 23 metri di fondo fuori da un noto porto alle foci del Po.
Calata di un hooker1 da 220 grammi e scia sull'eco del pesce che ha seguito fino al fondo, errore! La seconda calata ho fermato un paio di metri prima, due pompate controllate a far pulsare il metal e attaco brutale, probabilmente anche frutto della competizione tra i vari pesci.

Il primo combattimento con un “cinquantino” è andato piuttosto per le lunghe, con parecchi metri di PE6 fuori sulla prima fuga, altrettanti sulla seconda, e poi il pesce che ha costantemente e deliberatamente puntato la barca... mica fesso! 45 minuti spesi male, ma ho pagato lo scotto dell'inesperienza e dei consigli dei veterani!
Per la cronaca, per la voglia di sperimentare, ho usato un approccio stile “palamita gigante”, con amo in coda al jig invece che sull'assist; una soluzione che certo non ho inventato io ma che ho preso in prestito dai mostri sacri jappi che la usano per i denti di cane; i pro sono che si allama sempre bene, e che il terminale è sempre fuori dalla bocca senza pericoli di abrasione, cosa forse più utile coi doggies che con i bluefin, ma tant'è sperimentare torna magari utile poi; tra i contro il fatto che dobbiamo “moderare” la jerkata e controllarne in particolare la fine per evitare che l'amo si agganci al filo del terminale rendendo inutile il recupero
Un altro caso è stato ancora più classico, pesci in pastura sulla scia ma che non toccano le sarde innescate e nemmeno il jig.... finchè non si gira la corrente e accendono l'interruttore... risultato un quarantino su uno stay 160 bianco, stavolta armato assist tanto per non scontentare nessuno.
Per la cronaca i modelli di Jig che hanno catturato sono stati, oltre ai due citati, il Nagamasa di Smith, il Flashing Haoli di Lamble Bait e il Blast Edge di Patriot, ma immagino che molti altri siano altrettanto efficaci, troppo poca la casistica per fare una classifica.
La terza situazione a barca ferma e in assenza di segnali è capitata a un amico: lancio verso i soliti “pali” con un'esca molto vibrante e di disturbo come il Baby Runboh, e mostro che esce dalla struttura come un sommergibile per inglobare il povero stick; certo non era intanato lì, ma si aggirava in cerca di preda nelle immediatezze del manufatto; di una preda qualunque occasionale probabilmente, non dietro a un foraggio di mare aperto classico... caso difficile da ripetere ma comportamento da tenere presente specie pescando in situazioni in cui mancano le solite sardine, acciughe, lanzardi o simili, il tonno si dedica a tutto se c'è bisogno e fame.

Uscendo dalle circostanze “speciali”, le esperienze più belle sono state sulle mangianze, a volte grandi come campi da calcio, a volte piccole e veloci.
Le discriminanti sul loro comportamento sono state il numero di tonni, la consistenza dei branchi di foraggio, la distanza dalla costa e la presenza di concorrenza umana.
In circostanze disturbate si sono dimostrati sia restii ad essere avvicinati a tiro di lancio che selettivi sull'artificiale e sulla presentazione.


Su mangianze ampie e continuate l'approccio che ha meglio pagato è stato un avvicinamento lento e in deriva, spegnendo i motori in distanza e arrivando a tiro con l'abbrivio della barca, ma in caso di blitz veloci ha pagato maggiormente, nelle mie uscite, arrivare il più veloce possibile in prossimità, virare di 90° per mettersi in parallelo con la mangianza e lanciare il più rapidamente possibile con motore acceso ma in folle; mi è parso di notare che spegnere il motore, e quindi la rapida variazione di rumore, sia più negativo per i pesci del rumore stesso mantenuto costante.... a ben guardare succede lo stesso coi bass e il motore elettrico, giusto per cercare un paragone molto lontano. Certo in questo secondo caso in poco tempo i tonni spariscono, ma le nostre chance le abbiamo più spesso che cercando un improbabile intercettamento a motore spento e barca in semideriva, tre o quattro lanci riusciamo a farli frequentemente, e di solito bastano a capire se i pesci sono interessati alla plastica.

TIPO DI ESCHE, ARMATURA E PRESENTAZIONE

Per quanto qualche cattura esca anche con classici di superficie come i poppers e gli skipping lures, la parte del leone nella mia pratica l'hanno avuta diversi tipi di stickbait e in misura minore dei metal jig da lancio; probabilmente sono ottimi anche i minnows, ma sinceramente non li ho adoperati ancora con continuità nonostante esistano diversi modelli specifici.
Parliamo un attimo di stick; solitamente si consiglia il massimo di similitudine col foraggio in dimensioni e colore... spesso funziona ma non sempre è così, anche altri fattori entrano in gioco.
Un fattore decisivo secondo me è l'ampiezza del movimento dello stick e il conseguente disturbo in acqua; se in giornate di pesce molto aggressivo o, all'opposto, di pesce non in mangianza, si è dimostrata estremamente catturante un'esca dal movimento esasperato come il Baby Runboh di Smith, in situazioni di mangianza “tranquilla” o selettiva hanno fruttato molto di più degli stick dal movimento poco accentuato o addirittura quasi lineare... sto parlando di modelli come il Volador, o ancora meglio il Surfish Tuna di Nature Boys, esca che per me è stata il mattatore assoluto, il Samana di Oceanthroughbred o, in caso di necessità di un'esca piccola, l'Halshico Twicher di Halcyon System o il Saruna Dragon di Smith.


La spiegazione secondo me è semplice, avete mai visto come nuota una sardina o uno sgombro? Corpo dritto e vibrazioni rapide e veloci della coda che non modificano l'assetto del pesce, certo non si muovono come un pesce rosso da boccia sotto stimolanti! I tonni sono in grado di percepire la differenza e di ricondurla o meno al comportamento del naturale presente al momento.
Come armare i nostri stick? Io ho abbandonato le ancorette, troppo dannose per il pesce e poco affidabili in combattimento. Anche gli ami classici da jig collegati con doppio split non mi hanno convinto come percentuale di allamata, troppo del gap dell'amo è invalidato da quell'anellino ingombrante su un amo tanto corto.
Quelli che sono piaciuti a me sono dei modelli forse meno conosciuti: in primis il Decoy Pike JS3 collegato con doppio split, la cui curva particolare si è rivelata micidiale; il secondo che mi piace, montato allo stesso modo, è il Papa Style di Varivas, sottile di ferro, più lungo di gambo di un classico jighook e con curva un po' rientrante; ultimo per le situazioni di esca piccola il Decoy DJ87, in realtà un amo con assist brevissimo che si addice bene ai ministick ( tipo Halshico Twicher ) ma che non ho ancora messo alla prova con pesci molto over 30 kg. Ci saranno anche altre soluzioni, io ho riportato quelle che si sono rivelate migliori per me.

I colori dell'esca? Posso dire poco se non di avere sempre usato tinte naturali, giusto per non sbagliare; non ho fatto prove con gli aggeggi colorati che uso per le cubere in altri mari!
Sardina, acciuga, oro-beige stile sugarello, roba del genere insomma, niente fantascienza.

IL RESTO DELL'ATTREZZATURA

Come canna, ottimi attrezzi si sono rivelati la Blue Sniper 87/6 Tuna di Yamaga Blanks, la Grand Armor Tuna Diamond 86 ( più lungo il nome della canna ) di Patriot Design, ma ci sono sicuramente altre ottime canne nelle gamme delle marche più blasonate; in passato ho guardato di buon occhio anche le canne specifiche da stick per GT, anche se credo che ci penalizzarebbero con uno sforzo prolungato un po' eccessivo in caso di combattimento lungo, dato la loro stuttura differente in ripartizione della piega rispetto agli specifici attrezzi da tonni.
Sono tutte canne con lunghezza da 8' a 8.6, abbastanza per lanciare lungo quando serve, e con una curva “metà-metà” che non offre eccessiva leva al pesce nelle fasi di combattimento statico; in poche parole, sotto trazione la metà superiore della canna, utile per il lancio e la manovra delle esche, collassa progressivamente per lasciarci una parte di leva piuttosto corta, utile a una pompata veloce e incisiva sul pesce e pietosa della nostra schiena.

Mulinello? No questions, i migliori che il grano possa concederci, per me Stella 10000FA serie vecchia, a volte con bobina di capacità superiore, anche se finora non mi è servita... ma metti metti che aggancio il quintalino e mezzo?! Sì lo so, probabilmente riderebbe lui .....
In bobina un buon PE minimo 6, meglio 8, a seconda delle nostre capacità di lancio; i giappi top level tipo Varivas Avani GT o YGK Ultra Castman offrono incisivi vantaggi in questa pesca ma non sono indispensabili, il mio big sui 60 è uscito con del normalissimo Fins da 80 lbs.

Terminale: per me Fluorocarbon, 100-120 libbre, in troppe situazioni i pesci arrivavano tutti sulla mia canna e non su quelle degli amici col nylon, e non credo fosse merito personale, non solo almeno, visto che quando prestavo la canna i pesci la seguivano anche in mani diverse.

RECUPERO DELL'ESCA

Pompate più o meno brevi, tra i 50 cm e il metro e venti circa, con l'artificiale che non esce dall'aqua se non per qualche spruzzatina; troppi i rifiuti quando preso dalla fretta mi capitava di farlo spiattellare un po' o rompere troppo spesso la superficie; a volte anche recupero continuo più o meno rapido ma dritto, e qualche attacco anche ad esca quasi ferma.
Non esageriamo con strappi irregolari e fantasiosi, il tonno è veloce ma ha poca manovrabilità, tipo missile che una volta presa una direzione non può girarsi facilmente per inseguire un bersaglio troppo mobile.
Teniamo anche presente che c'è competizione sotto ma non sono fessi e che il tonno ha l'abitudine di fare un bel macello di pesciolini sfrecciandovi in mezzo e tornare sui suoi passi a raccogliere morti e morenti. In mangianze piccole mi è capitato di prendere spesso con esche grandi in relazione al foraggio proprio in fase di fine della frenesia, il cibo scarseggia e probabilmente l'alternativa è raccogliere quello che si trova in zona senza essere troppo schizzinosi o restare con un “buchino nello stomaco”.. sembra quasi che il nostro stick, più che come pietanza, venga considerato alla stregua del dolcetto di fine pasto.
In situazioni di frenesia ampia invece, può essere più determinate fare la giusta scelta in colore e dimensioni il più possibile simili al pescepasto presente in loco.
Le uniche situazioni disperate sono quelle dei giganti che salgono a inglobare in un solo boccone delle palle di micropescetti, robe tipo megattera sulle aringhe.... qui una soluzione ancora non mi viene, e per catturare in questo caso credo diventi determinante soprattutto il fattore “C”.. quello di cui è ben dotata Belen per capirci.
La ferrata è un attimo un casino, e confesso di non avere ancora una soluzione perfetta; se arriva di lato problemi zero, due o tre belle stangate e pronti al combattimento; se arriva, come in gran parte dei casi succede, da dietro, spesso ci allenterà sia pure di poco il filo e sarà dura piantare gli ami, riusciremo a farlo in genere quando vira di lato o in basso, sempre che non abbia già sputato quel coso così indigesto. Le ferrate imperfette porteranno molto spesso a slamate, e confesso di subirne non poche tuttora, ma le considero parte del gioco.

IL COMBATTIMENTO COL PESCE

Prima di provarci sentivo i miei amici con esperienza in drifting che mi dicevano che era impresa disperata, estremamente difficile, che sarebbero state storie di bobine svuotate e ore passate a tirare... a volte in passato è anche successo o l'ho visto succedere, ma si è trattato dello scotto delle prime volte credo.
In realtà tutto quello che riguarda la pesca classica a drifting è diffcilmente applicabile allo spinning, forse un po' di più al jigging, ma solo per l'inizio combattimento. Non abbiamo fili molto elastici che assorbono le nostre pompate e prolungano i nostri sforzi; con la treccia ogni colpo che diamo alla canna arriva dritto in testa al tonno. Chi viene da una buona esperienza tropicale è sicuramente avvantaggiato, ma non è indispensabile, il mio consiglio è di esser aggressivi.
Nell'ultima uscita ho portato sottobordo un pesce da 30 kg circa in cinque minuti e uno da 50-60 in meno di dieci ( sto aspettando il video relativo ) su 75 metri d'acqua; certo i pesci arrivano sotto belli indiavolati e difficili da maneggiare per il mate, ma con un buon dehooker e gli ami singoli li possiamo mollare ancora in ottima forma, cosa a cui tengo in modo particolare come segno di rispetto per ogni avversario da liberare... se ci vogliamo ( e possiamo, occhio alla legge! ) fare il sushi importa poco, ma se intendiamo rilasciare il nostro avversario meglio farlo nel minor tempo possibile.


Solitamente abbiamo una prima fuga a cui è impossibile opporsi, anche se talvolta una ferrata brutale pare agire da “sedativo” su alcuni esemplari ed indurli ad un combattimento piuttosto passivo, ma certo non è un'eventualità su cui contare; questa fuga è quella tanto magnificata dai nostri colleghi coi tiagra e gli alutecnos, in certi casi di pesci di taglia è indispensabile inseguirli a motore, ma partiamo aiutati dal fatto che siamo a barca libera e spesso in abbrivio, niente ancore o boe o canne da ritirare; non mi è ancora capitato che servisse mezzo chilometro di treccia, ma aspetto il big one per verificare. In gran parte dei casi ce ne sarà una seconda più breve, poi diminuiscono e cessano a seconda di quanta resistenza facciamo loro assaggiare, ovviamente in relazione alla mole.
Il combattimento di resistenza, di dare e prendere filo, meglio condurlo in diagonale, se il tonno viene in verticale diventa tutto più statico e difficile; meglio allontanare la barca cedendo filo e ricominciare da un angolo diverso; diamo tutto quello che possiamo nella pompata, occhio alle frizioni troppo morbide; indispensabile, per accorciare le distanze rapidamente, la pompata breve e veloce senza portare la canna quasi in verticale sopra noi ma utilizzando gli angoli bassi che sono molto più efficaci, specie col pesce in distanza. Il tonno non ha la tenuta laterale, il cosiddetto “effetto aquilone” del GT, ma diventa merce dura alla picca della barca.

Metto una foto di combattimento per meglio rappresentare quanto ho detto sopra per le canne da Tuna-GT; quella in foto è una di quelle che più vengono consigliate per questa pesca e che ho comunque usato anchio con discreti pesci: appare chiara la leva piuttosto lunga che impegna a fondo l'angler anche con carichi relativamente modesti, niente di sbagliato nella canna in se, la leva nasce per la pesca ai carangidi e non al tonno come invece si vuole far passare, ci si può fare ma si soffre, lo conferma la mia schiena. Molto meglio un attrezzo adatto che piega più profondamente e ci agevola non poco nella pompata dei pesci più grandi, almeno nella mi personalissima opinione ( che però coincide con quella di ogni pescatore Jappo che si dedica ai tunnidi hehe ).


Evitiamo le posizioni statiche, primo perchè il tonno prende il nostro ritmo e alla lunga ci frega o ci stronca, secondo perchè finiremmo per insistere sempre sullo stesso tratto di treccia, ricetta sicura o quasi per stressarla e romperla per fatica.
Attenzione a scafo e eliche, il nostro bluefin ha una particolare predilezione per cacciarvici contro il filo, in molti casi sembra che li punti in maniera deliberata e ci può prendere alla sprovvista; più di una volta dopo un recupero vivace ho dovuto cambiare il fluorocarbon ricoperto di antivegetativa!

In tutto questo pippone il sunto di quanto ho appreso personalmente sul campo in un tempo tutto sommato breve, tutto da rivedere e perfezionare, diciamo che sono le impressioni sulle quali imposterò la stagione prossima, ansioso di imparare sempre di più e di confrontarmi con avversari sempre più grandi, magari, se vorranno Dio e l'uomo, in un mare sempre più ricco di questi spettacolari avversari!
Ci sono altre cosettine, altri dettagli su cui non ho approfondito, altre prove che ho in mente di fare, ci sarà tempo per parlare anche di questo più avanti.

venerdì 30 settembre 2011

MY DREAM FISH

Ci sono tanti avversari notevoli per un popperatore matto, dai GT giganti, ai tonni, alle cernie, i rostrati.... ma il mio pesce dei sogni è probabilmente questo dei video sotto!
Ok, in questo caso non l'hanno preso con l'artificiale, ma godetevi le evoluzioni e immaginate di incannarne uno a stickbait!

                              

            

Da panico!!!

giovedì 11 agosto 2011

UNA FIRMA PER L'ISONZO

Da un post dell'amico Dario su Seaspin:

Nella vicina Slovenia è partito l'iter per l'approvazione della nuova legge per il piano energetico e con l'articolo 565 si vuole abolire il regime di tutela dell'Isonzo (Soca). Questo aprirebbe la via alla costruzione di nuove dighe distruggendo quello che rimane di questo splendido fiume.
Gli stessi pescatori sloveni hanno chiesto aiuto lanciando una petizione contraria alla nuova legge. La petizione può essere firmata on line
http://www.petizionionline.it/petizione/raccolta-firme-per-salvare-lisonzo-sloveno-ed-italiano/4650 (testo in italiano e sloveno) oppure possono essere scaricati i moduli da stampare per la raccolta delle firme dal sito degli amici friulani di FiumeIsonzo che per primi si sono mobilitati in difesa del fiume http://www.fiumeisonzo.com/images/raccolta_firme_isonzo_ita-slo.pdf . Le firme raccolte potranno essere scansite e inviate al Ministero dell'Economia sloveno email ez.mg@gov.si .
C'è bisogno dell'aiuto di tutti, grazie in anticipo a chi vuole sostenere un fiume che nonostante tutto non vuole morire.


Già ha detto tutto lui, io ho ricordi bellissimi di giornate passate su quel fiume a insidiare le grosse trote marmorate locali, una delle poche acque ancora ben popolate da tale mitico salmonide, e quindi mi unisco all'appello a sostenere l'iniziativa.

giovedì 4 agosto 2011

IL BARRA..... BY ME


Sul numero di Agosto/Settembre 2011, ora in edicola, de "La Pesca Mosca e Spinning" un articoletto dedicato al caro vecchio dentone tropicale che tanto ci fa divertire....

martedì 26 luglio 2011

DUO PRESS BAIT 175 SAIRA, THE CUDA KILLER

La prima volta che ho visto in foto quest'esca mi è subito venuta in mente la pesca veloce al barracuda sulle flats tropicali, usandola magari come un needlefish skippato sopra il pelo dell'acqua... in realtà si è rivelata molto più versatile e gustosa di quanto avessi previsto.
I dati di fabbrica prevedono 50 grammi di peso e una lunghezza di 175 mm con una struttura molto slim; i pesi distribuiti in maniera molto oculata la rendono decisamente mobile e presenta un ondeggiamento molto pronunciato in fase di caduta.
Col suo peso e la sua forma aerodinamica si lancia a distanze siderali, potendo coprire rapidamente tanta acqua.... cosa a dire il vero non sempre facile perchè i nostri pesci dentuti ne hanno interrotto molto spesso il cammino.
Nel combattimento poi nessun problema, l'armatura è molto robusta, presentando rinforzi nei punti giusti e rendendo l'esca assolutamente sicura anche con avversari ben più impegnativi dei barracuda; con la sorellina Pressbait HD125 ho avuto in passato ragione anche di bei tonni yellowfin da una ventina di kg su treccia da 50 libbre, quindi mi pare assolutamente affidabile.


La lunghezza elevata poi ci consente di evitare il cavetto d'acciaio senza eccessivi rischi, dato che il barracuda solitamente attacca la parte posteriore delle prede in fuga e raramente arriva a ingoiare completamente tale artificiale o a attaccarlo di testa.... può capitare ma non è frequente e problematico come con esche più compatte.


A questo punto non resta che provarla su altri avversari; sarei curioso di proporla agli amati/odiati king mackerel, ai wahoo, a tunnidi vari e forse anche ai pesci vela... si preannunciano prove interessanti.

giovedì 9 giugno 2011

VIAGGIO IN PREPARAZIONE, CUBA ISLA DE LA JUVENTUD, 2012

In preparazione per l'anno prossimo ho opzionato per alcuni amici le date dal 25 febbraio al 3 marzo 2012 a cui ovviamente vanno aggiunti i tempi per gli spostamenti aerei; ma ci sono ancora dei posti liberi per chi si voglia unire a noi.
Il luogo è una splendida isola caraibica da cui quotidianamente si parte con le tipiche flat boats per la pesca a spinning ( o volendo a mosca ) tra immense flats, labirinti di mangrovie e reef profondi di corallo, con infinite possibilità di pesca.
Si possono insidiare dal classico bonefish, presente in quantità incredibili, allo snook in mangrovia, al tarpon a vista, ai carangidi, snappers, barracuda e cernie in mille situazioni differenti. Il massimo della sfida è rappresentato dalle enormi cubere abbondantemente presenti e praticamente non pescate in quanto finora la maggior parte dei pescatori è arrivata munita di canna da mosca.


Io mi ci sono recato a febbraio scorso e me ne sono innamorato, in tre giorni di pesca abbiamo girato tantissimo materiale di documentario e preso numerosisssimi pesci; ci siamo dedicati alla pesca medio leggera, come da report:  http://thevagabondfisherman.blogspot.com/2011/03/quick-report-filming-at-la-isla.html , ma una piccola esplorazione oltre il reef mi ha messo di fronte a un ambiente stupendo da affrontare per la ricerca della rossa di grande taglia.

L'organizzazione è Avalon , sicuramente la migliore in Cuba e tra le migliori su cui mi sia appoggiato in tanti anni di viaggi per il mondo; ciò significa trattamento e professionalità impeccabili e qualità della pesca ottima con un prezzo decisamente modesto per quanto ricevuto.

Contrariamente a tanti viaggi tropicali è perfetto per chi inizia, non serve comprare l'attrezzatura pesante stile pesca al GT, a meno che non ci si voglia dedicare espressamente alle cubere; basta un'attrezzatura mediterranea o poco più, la vostra canna da pesci serra e quella da leccia costituiranno una validissima accoppiata.
Per dare qualche dettaglio in più, due canne sui 7 piedi con grammatura lanciabile di 30-40 la prima e 60-80 la seconda, abbinate a trecciati da 30 e 50 libbre, permetteranno di affrontarte il 90% delle situazioni di pesca.

Se poi all'ottima pesca in ambienti stupendi aggiungete anche un ottimo albergo e la possibilità di godere della vita notturna locale, tra cibi tipici e musica caratteristica, il tutto annaffiato da dei buoni mojitos, ci sono i presupposti per una vacanza indimenticabile.

Per ogni info mandatemi pure una mail a alleslures@yahoo.it

lunedì 23 maggio 2011

SOUTH ANA MARIA, LA PESCA LIGHT

Per quanto la pesca con attrezzi leggeri vada applicata con cautela, vista l'onnipresenza del corallo e dei suoi caparbi abitanti pinnuti, vi sono zone, situazioni e avversari che permettono di divertirsi a modo anche con cannini da PE3 e fili e artificiali proporzionati. Canali, fondali sabbiosi, lagune interne sono un valido terreno di gioco per sfoderare i nostri fioretti.

Nella fattispecie abbiamo usato:

-la mia cara vecchia Smith KGS-68M, già ampiamente goduta all'Isola della Gioventù;
è data per 60 grammi e li lancia tutti senza problemi, l'abbiamo usata con un TwinPower5000HG, di quelli vecchi, e Fin's da 30 libbre


-la Carpenter BC75MLR, data per 70 grammi e PE3 ma che da l'idea di essere un po' più potente nella gestione dei fili; abbinata con Stella 5000FA, a suo agio anche in territori moderatamente pericolosi e con pargos di buona stazza


-la Yamaga Blanks Blue Sniper 70-3 versione con anelli "k", per 60 grammi ( forse un po' meno ) e PE3, abbinata con Stella 4000FA; uno stiletto eccellente per barracuda e pesci veloci in genere




Tre giocattolini niente male, in tre fascie di prezzo differenti, per dei ragazzi cresciutelli e un po' viziati come noi, ma che sanno dare un sacco di sano divertimento!

mercoledì 18 maggio 2011

SOUTH ANA MARIA, LE ATTREZZATURE MEDIE

La scelta per l'attrezzatura con cui condurre la pesca non è stata facile; da un lato la presenza di tantissimi avversari di taglia tra cinque dieci chili che facevano propendere per canne e fili relativamente light, e dall'altra la frequente possibilità di agganciare avversari di ben altra caratura come cubere e cernie.


Il solito mantra della "giusta misura" è quello che ci ha guidato nella ricerda della giusta canna.
Considerando la voglia di divertirsi con tutti i pesci, la possibilità di incontrare dei camion pinnuti, le esche utilizzate che variavano tra i 30 e i 70 grammi mediamente, ci siamo orientati su canne di potenza 120-130 grammi e trecciati intorno alle 60 libbre, un buon compromesso che ci ha fatto sì perdere qualche scontro estremo, ma che ci ha permesso catture più che interessanti ed in alcuni casi anche al di là dell'aspettativa.

Io personalmente ho usato con piacere una Smith GTK70JP abbinata a uno Stella 6000FA, treccia Fin's da 60 libbre e terminali da 80-100 libbre in nylon.

Il socio Massimo ha optato per una Tenryu SK762-80TUNA, abbinata allo stesso mulinello con Varivas Avani GT PE5 da 70 libbre, terminali uguali.


Entrambi gli attrezzi si sono rivelati in grado di gestire anche piccole esche, sia stick che minnow che poppers, e di catapultarle a distanze elevate, condizione che sempre comporta un notevole aumento degli attacchi; ma hanno dimostrato anche notevolissima riserva di potenza per strappare dal loro ostico ambiente anche i pesci di reef, financo la cernia della prima foto, presa a galla con lo stickbait, e una fantastica cubera agganciata in un metro e mezzo d'acqua e che mi ha fatto penare per essere portata sottobarca; me lo aspettavo sicuramente dalla GTK che avevo già usato in passato, un po' meno da una "tuna rod", genere di canne che solitamente soffre un poco in reattività lasciando al pesce dopo la ferrata, e prima di caricare completamente il fusto, quegli istanti spesso sufficenti a volgere la testa verso i coralli.

... segue....

SOUTH ANA MARIA, PARTE 2, UN POSTO PER TUTTI

In molte destinazioni tropicali lontane c'è spesso un fattore di incertezza di quanto si può trovare che rende necessario il giusto spirito di adattabilità e un po' di tolleranza agli imprevisti e alle situazioni scomode; non così ai Giardini della Regina, ove l'ottimo contorno e la professionalità degli staff rendono possibile portare con se sia familiari che amici alle loro prime esperienze:
E' così che a questo giro ci hanno accompagnato Fabio e Andrea, ai loro esordi come pescatori tropicali, ma soprattutto Amedeo, nove anni di età e accompagnato da suo padre Alessandro, con tanta grinta da affrontare degnamente gli stupendi pesci di questo mar dei Caraibi.





Benvenuto tra i matti!!

ECCOCI AL REPORT, SOUTH ANA MARIA, PARTE 1

Il conto di quante volte sono stato ai Giardini e dintorni l'ho un po' perso, ma ogni volta è sempre una festa, specie se, come questa, è passato un po' di tempo dalla precedente.
I compiti a casa li abbiamo fatti bene, luna piena di aprile, mese perfetto per trovare il clima, le acque e gli avversari pinnuti in grande disponibilità..... e il risultato ha fatto felici tutti quanti.
La voglia era di pescare e pescare, di effettuare catture molteplici per numero e varietà, lasciando un po' da parte, anche se non completamente, la pesca pesante per dedicarci alle attrezzature medie.
Spazio alle immagini quindi, che entreremo nel tecnico delle attrezzature con calma poi.

Posti magnifici e natura incontaminata:






Ottimo cibo e organizzazione impeccabile:



Ma soprattutto tanto pesce di tutte le razze:


















Peccato dover smettere e rientrare al tramonto:


......segue......