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giovedì 19 luglio 2012

WADING RED SEA ... OVVERO PESCA A PIEDI IN SUDAN

E' la seconda parte del report di un paio di post fa.
Ho voluto separare questa sfaccettatura dell'esperienza in Sudan perchè mi ha particolarmente colpito e divertito; certo dalla barca ci siamo divertiti alla grande, ma è dalla riva che ho provato le emozioni più vive.
Essere nel liquido elemento a tu per tu col pesce, nel suo mondo, da alla pesca un sapore completamente diverso.
Fondamentalmente i posti per pescare camminando sono stati flats sabbiose, rive coperte di corallo morto rotto dalle onde e zone rocciose battute dalle correnti, prestando attenzione a non danneggiare i coralli vivi che contribuiscono a rendere questo mare tanto ricco e pescoso.

Per rendere un po' l'idea delle sensazioni che può dare immergersi in questa natura, lascio parlare per prima una foto che ritrae il sottoscritto a spasso per le acque basse con una cannina leggera da un'oncia, la Yamaga Raptor 63MH, e artificialini da 8-10 cm alla ricerca di una moltitudine di piccoli predatori colorati.

La foto è tratta dalla web dell'amico Nicola Zingarelli e la potete vedere qui nel suo contesto originale


Cannino leggero per cominciare, come detto la Raptor da un'oncia, spettacolare nella curva e divertentissima alle prese con pesci non esagerati, un fiorettino da abbinare a un mulino taglia 4000 e un PE2


Le prede dalle coral trout di dimensioni mai eccessive, a vari carangidi con in testa i pirotecnici bluefin trevallies, ai bellissimi pesci balestra titano, questi ultimi non sempre facili da ingannare coi plastichetti.



 

 


Oltre a loro sulle flats ogni tanto passava qualche bel GT a sfotticchiarci per gli attrezzi-ini usati...

La parte pericolosa era lanciare oltre il bordo reef, dato che la profondità cadeva subito verso i 50-60 metri, impossibile combattere i pesci più grossi che trovano immediatamente il modo di infilare la nostra treccia contro il bordo corallino. Solo in pochi punti si riesce ad arrivare a piedi proprio sul bordo, luoghi ove si potrebbe jiggare tranquillamente da riva, e lo abbiamo fatto!

Abbiamo pescato in escalation di attrezzi: prima ho sfoderato la Aquila 710 Shichiri Custom della Ripple Fisher, armata di PE4, con la quale sia io che l'amico Nicola ci siamo tolti delle belle soddisfazioni:



Oltre quella è stata la volta di una canna più pesante, un classico lungo da GT, la Fantastick GT82LC sempre Ripple. Alla prima allamata di carangide sul PE8 sono quasi stato trascinato in acqua.... è sempre una buona idea ricordarsi di allentare le frizioni rispetto a quando si pesca in barca, dato che la spinta idrodinamica dell'acqua fa brutti scherzi alla nostra stabilità!!

Slamato il primo bolide è arrivato uno squaletto sull'Habano a movimentare l'azione e poi un bellissimo barra; peccato che la posizione precaria mi abbia costretto a poche foto di non gran qualità...



Da ultimo un po' di shore jigging con la stessa canna e un vecchio caro Hooker1 da 100 grammi.... jerkato lungo veniva intercettato da abboccate violentissime che però era difficile convertire in ferrata... ci devo lavorare ancora! Dulcis in fundo un dogtooth piccolo ma pur sempre dogtooth dalla riva, cosa realizzabile in ben pochi posti al mondo! Tornerò sicuramente per confrontarmi coi suoi genitori dal bordo di quell'isolotto meraviglioso!


Come avevo aperto chiudo ancora con una foto di Nicola Zingarelli che ringrazio per la compagnia e le splendide foto!

1 commento:

  1. foto bellissime e come sempre racconto dettagliato.
    compliments

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