Ovvero, ogni tanto serve un po' di misura!
Bello insidiare megaGT, cubere giganti, tonni e altri mostri marini con attrezzature oversize, popperare duro con due etti di legno dall'altra parte della lenza, ferrare sempre venti volte con attrezzi che piegano giusto se proprio ci tiriamo dentro con cattiveria..... ma uno mica può fare solo quello, almeno io mi stufo e devo alternare con un po' di pesca rilassante. Per non parlare di chi viaggia con la famiglia e vuole fare quattro lanci senza impegno vicino all'albergo o di chi, come me, è innamorato della pesca con gli artificiali in tutte le sue misure.
Ecco che niente di meglio di una spiaggia tropicale, una flat camminabile o una scoglierina bassa per esercitare la nostra passione con piccoli predatori che, in proporzione, nulla hanno da invidiare ai soliti blasonati
Per apprezzare tutto questo la chiave è la misura, una cannetta da 20-30 grammi, un mulinello proporzionato e affidabile e un trecciatino sulle 20 libbre, robetta da bass praticamente, ci apriranno in molti luoghi le porte del divertimento.
Le prede possibili sono innumerevoli, dal classico barracuda a molti carangidi, sia esemplari piccoli di specie maggiori che varietà di taglia limitata; e poi i molti snappers, pesci dalla difesa tenace e sempre in cerca di un rifugio, per non parlare di aguglioni tropicali di alcuni kg, piccoli esemplari di cernia, ladyfish, piccoli pelagici, bonefish e mille altri.
Unica cosa da ricordare i terminali belli spessi; seppure piccoli i nostri avversari hanno armi e capacità insidiose per la tenuta dei nostri fili, e una buona scorta di filo nel mulinello, per fare fronte all'occasionale corridore.
Come esche quello che più ci piace, minnows multicolori dai 9 ai 12 cm, ondulantini e metal jigs, testine con bucktail o con gommino e piccoli topwater, robusti anche loro e con ancorette o ami di buona resistenza.
Per il resto, puro fun fishing!
AVVERTENZE PER I LETTORI
LURE BUILDING & LURE FISHING AROUND THE WORLD
martedì 29 marzo 2011
sabato 26 marzo 2011
LAST MINUTE CALL FOR CUBA
Come da titolo, il 15 aprile si parte per Cuba, destinazione Giardini della Regina South Ana Maria, http://cubanfishingcenters.com/ana-maria.php , nuova destinazione recentemente aperta e carica di pesce.
Dal barracuda al bonefish, al jack crevalle, al tarpon, cuberas, pargos, grosse cernie e squali.. di tutto per lo spinning leggero e pesante.
La base è su un'ottima barca con cabine doppie con aria condizionata, un ottimo staff e cibo e servizi dei migliori; la pesca si effettuerà a spinning da flatboats per due persone con guida come nella migliore tradizione caraibica.
Noi siamo in sette, c'è posto per un ultimo partecipante, chi fosse interessato può contattarmi via mail.
alleslures@yahoo.it
Appoggio agenzia: Navarsol.
Dal barracuda al bonefish, al jack crevalle, al tarpon, cuberas, pargos, grosse cernie e squali.. di tutto per lo spinning leggero e pesante.
La base è su un'ottima barca con cabine doppie con aria condizionata, un ottimo staff e cibo e servizi dei migliori; la pesca si effettuerà a spinning da flatboats per due persone con guida come nella migliore tradizione caraibica.
Noi siamo in sette, c'è posto per un ultimo partecipante, chi fosse interessato può contattarmi via mail.
alleslures@yahoo.it
Appoggio agenzia: Navarsol.
MITICO PUERQUITO!!!!
Il mio cibo più ambito quando visito la cara Cuba, un bel maialino dalle 40 alle 70 libbre cucinato in vari modi e gustato in compagnia abbondante di amici e conoscenti... che sia arrostito allo spiedo o nel forno del pane a perdere il grasso è sempre eccezionale... ho mangiato suini in mezzo mondo, ma questo è probabilmente a oggi il mio preferito... ormai ne ho parecchi sulla coscienza hehe e cerco di non farlo mai mancare ai miei compagni di viaggio, magari accompagnato da un buon riso e fagioli neri, yucca, e ovviamente una buona birra locale.
Anche mangiato per strada, sfilacciato e infilato in un panino o bocadillo risulta speciale:
L'effetto poi è sempre quello.... silenzio e mandibole!!
QUICK REPORT ... FILMING AT "LA ISLA"
Ho atteso un poco per il reportino dato che aspettavo le foto del socio, siccome tardano ho deciso di mettere giù qualcosa con l'opzione di arricchire in seguito.
Poi tarpon, snooks e una manciata di specie di snappers con il pargo a fare la parte del più abbondante e la cubera nel ruolo del pesce occasionale, che può aggredire un minnow in maniera inaspettata ( e ridurlo malino ) per sottrarlo all'attacco di un tarpon o che può apparire in taglia xxl per pedinare un carangide allamato:
Da ultimo un po' di colore, work in progress hehehe.... per chi volesse vedere di più è già in onda da una settimana la prima delle tre puntate.
In conclusione un luogo stupendo, da pescare e da vivere, l'anno prossimo si torna, anche dato che ho un conto in sospeso con le big mama cuberas... chi vuole aggregarsi può farmi tranquillamente una email.
La destinazione di cui si parla è la Isla de la Juventud, Cuba, ove sorge una struttura gestita dalla solita ottima Avalons, già famosa per i Giardini della Regina e per la gestione più recente di Cayo Largo.
Io e l'amico Boris M. Sanicoff, regista e produttore di documentari per Sky Caccia e Pesca tv, siamo approdati a tali lidi per la realizzazione di un trittico di documentari da inserire nel contenitore "Un pesce per due", e quindi mi e toccato spartire il mio tempo di pesca con un moschettaro doc che ha cercato di catturare gli stessi pesci che ho insidiato con i miei attrezzi da spinning; è stata una bella tenzone, che purtroppo mi ha impedito, per ragioni di copione, di insidiare le cuberone coi popperoni come tanto mi piace... ve lo immaginate un flyfisherman a popperare duro fuori dal reef su 15 metri d'acqua?!?! No way!!!
Quindi pesca medio leggera, con tante soddisfazioni e innumerevoli catture, è uscita pure la cuberozza, anche se piuttosto inaspettata.
E' stata anche l'occasione di strapazzare sul campo gli attrezzi della Smith, messi a disposizione dallo sponsor Old Captain, inutile dire che si sono comportati egregiamente come la nomea del marchio Giapponese lascia anticipare, magari vedremo più in dettaglio i singoli attrezzi in qualche close-up dedicato.Veniamo al viaggio.... Verona-Parigi-Habana con Air France, all'aeroporto di casa ci sentiamo dire che non possono imbarcare il tubo di canne perchè fuori misura e viene lasciato a discrezione degli addetti il trasporto... ma si può???? Un colpo al cuore!! Fortunatamente qualcuno si fa carico del nostro bagaglio e non ci saranno intoppi, ma come inizio è preoccupante..... invece il resto tutto bene!
Pernotto all'Habana, volo interno l'indomani, non è un 747 ma ho volato su cose peggiori hehehe... arriviamo rapidamente all'Hotel Rancho ove alloggeremo; stanze singole per ognuno, sala privata per i clienti Avalons dove mangiare con un cuoco che ci imbandisce degli ottimi e abbondanti pasti e una rincuorante pizzetta&mojito dopo ogni uscita di pesca... insomma, la base è perfetta.
La pesca parte dalla piccola marina situata all'interno di un breve estuario circondato da mangrovie; le barche delle ottime skiff dolphin condotte da abili guide che conoscono profondamente tutta la zona intorno; si esce anche con vento e mare formato, tanto sono mille i canali e i luoghi ove incontrare acque riparate.
Le prede sono le più svariate, in tre giorni di pesca penso di avere effettuato un centinaio di catture, peccato che le foto sono poche e per vedere le più belle tocchi guardare i filmati sulla paytv... comunque qualcosa da fare vedere c'è.
La fauna ittica è abbondantissima, praticamente le acque sono vergini; per cominciare moltissimi barracuda, in tutti gli ambienti ma in particolare appena all'interno del reef affiorante, divertentissimi in topwater, in particolar modo con pencil e needlefish, ma possono capitare su quasi qualunque esca:
Poi tanti jacks, crevalle, horse-eye e bar jack, in ampi branchi e che amano un buon popper o un bel minnow recuperato veloce:
Poi tarpon, snooks e una manciata di specie di snappers con il pargo a fare la parte del più abbondante e la cubera nel ruolo del pesce occasionale, che può aggredire un minnow in maniera inaspettata ( e ridurlo malino ) per sottrarlo all'attacco di un tarpon o che può apparire in taglia xxl per pedinare un carangide allamato:
A corollario della pesca la Isla offre la possibilità di visitare il carcere dismesso ove fu rinchiuso Fidel dopo l'assalto alla Moncada e ove scrisse il famoso manoscritto de "la historia me absolverà", con annesso museo, oppure passare la serata ad un baretto in riva al mare a degustare una grigliata di granchi, pesce e aragoste, in compagnia degli amici di pesca
giovedì 10 marzo 2011
MANGROVE FISHING - MOLIX SLIGOZZO
Di ritorno da Cuba, Isola della Gioventù, mi trovo a dover rifare scorta di questa simpatica gommina:
Si è rivelata infatti eccezionale per la pesca in mangrovia e sulle flat, montata in genere su una testina da 3/8 di oncia del tipo darter o fishead. Le prede sono state tante, dal baby tarpon al mangrove snapper, dal mutton snapper all'imprevisto barracuda, ma il massimo come capacità adescante lo ha dato nei confronti degli snook sottomangrovia in acqua limpida.
La combinazione di corpicino robusto e coda piatta molto mobile lo rende perfetto per essere animato in tanti attraenti modi, più versatile di un grub a coda falciforme e più attraente di uno slug o uno shad in mille situazioni.... peccato averne avuto solo un pacchetto con me.
martedì 22 febbraio 2011
DA PROVARE: DECOY PIKE HOOKS
Un bellissimo amo che ovviamente non è per ora importato in Italia.
La sigla la vedete sul cartoncino, JS-3 Pike Type R ..... for Saltwater Big Game... ovvero non la serie Pike leggera concepita per jiggare i pesci sciabola ma un tosto gancio d'acciaio.
Questo amo è usato abbondantemente per armare gli stickbait nella pesca del pesce vela, dato il suo filo relativamente sottile e la curva particolare che favorisce la presa sulle parti ossee del rostrato.
Da qui nasce un'ideuzza: perchè non provarlo a tarpon? Il silver king è noto pure lui per la durezza dell'apparato boccale e le difficoltà di ferrata, vale la pena sperimentare.
E già che ci siamo ho deciso di montarli in coppia con cortissimi assist per favorire la mobilità e, nelle mie idee, il posizionamento della punta in maniera atta a ferrare il sardinone.
Primo candidato all'insolita armatura sarà un buon Baby Runbow Sinking di Smith, nell'ovvio color rosa tanto gradito al nostro avversario.
Vi farò sapere....
La sigla la vedete sul cartoncino, JS-3 Pike Type R ..... for Saltwater Big Game... ovvero non la serie Pike leggera concepita per jiggare i pesci sciabola ma un tosto gancio d'acciaio.
Questo amo è usato abbondantemente per armare gli stickbait nella pesca del pesce vela, dato il suo filo relativamente sottile e la curva particolare che favorisce la presa sulle parti ossee del rostrato.
Da qui nasce un'ideuzza: perchè non provarlo a tarpon? Il silver king è noto pure lui per la durezza dell'apparato boccale e le difficoltà di ferrata, vale la pena sperimentare.
E già che ci siamo ho deciso di montarli in coppia con cortissimi assist per favorire la mobilità e, nelle mie idee, il posizionamento della punta in maniera atta a ferrare il sardinone.
Primo candidato all'insolita armatura sarà un buon Baby Runbow Sinking di Smith, nell'ovvio color rosa tanto gradito al nostro avversario.
Vi farò sapere....
ANDAMAN ISLANDS QUICK REPORT
E' passato un po' di tempo, ma tra fiere e lavoro il tempo è stato pochino; già gli amici hanno pubblicato altrove con dovizia di particolari.
Dal punto di vista mio, ovvero di chi ha imbastito il viaggio appoggiandosi ai fidi contatti, è stato un successo. Molte e buone le catture, talvolta proprio belle, in un periodo un po' funestato da un maltempo assolutamente fuori stagione e imprevedibile che ha coinvolto un po' tutto l'Oceano Indiano.
L'organizzazione di Gamefishingindia si è rivelata all'altezza delle aspettative, fornendo non solo guide in gamba e mezzi nautici appropriati, ma anche un'ottima accoglienza dal punto di vista degli alloggi e della logistica..
Port Blair, in cui abbiamo fatto base, è una piccola cittadina, pur capoluogo dell'arcipelago, che offre pochino a parte la pesca, ma dopotutto al gruppetto di anglers indiavolati che mi sono portato appresso tutto questo è passato abbastanza inosservato.
La pesca si è svolta in zone relativamente vicine, sia sottocosta che attorno a isole e banchi esterni, anche se è mancata la possibilità di affrontare il remoto sud a causa della sopradetta perturbazione dei venti e delle onde conseguenti che hanno insistito soprattutto in quella zona, peccato, sarà la prossima.
Abbiamo pescato quasi solo a popping, vuoi per la resa elevata riscontrata, vuoi per il fatto che le mire migliori per il jigging erano poco praticabili; i risultati sono stati al di là delle aspettative più rosee, con catture multiple di carangidi di peso spesso notevole. Più di una volta siamo capitati su branchi in frenesia con attacchi e allamate multiple, tanto a popper che a stick, condizione di aggressività dovuta forse agli sbalzi metereologici incontrati.

Siamo rimasti assolutamente contenti, sicuramente un posto in cui tornare l'anno prossimo, magari intorno a Marzo per incontrare anche gli abbondanti branchi di yellowfin tuna presenti in quel periodo. Tanto territorio ancora da esplorare, tanti i dogtooth che popolano queste acque e che abbiamo solo "graffiato" a questo giro; numerosi i marlin, dei quali uno da un centinaio di chili è caduto sull'esca viva di un amico Spagnolo... e un paio di foto con soggetto enorme turchese giada e oro, che mi ha fatto vedere l'ottimo Akshay, e che mi attirano più di un orso al miele!
... al solito, chi fosse interessato faccia un fischio!
Dal punto di vista mio, ovvero di chi ha imbastito il viaggio appoggiandosi ai fidi contatti, è stato un successo. Molte e buone le catture, talvolta proprio belle, in un periodo un po' funestato da un maltempo assolutamente fuori stagione e imprevedibile che ha coinvolto un po' tutto l'Oceano Indiano.
L'organizzazione di Gamefishingindia si è rivelata all'altezza delle aspettative, fornendo non solo guide in gamba e mezzi nautici appropriati, ma anche un'ottima accoglienza dal punto di vista degli alloggi e della logistica..
Port Blair, in cui abbiamo fatto base, è una piccola cittadina, pur capoluogo dell'arcipelago, che offre pochino a parte la pesca, ma dopotutto al gruppetto di anglers indiavolati che mi sono portato appresso tutto questo è passato abbastanza inosservato.
La pesca si è svolta in zone relativamente vicine, sia sottocosta che attorno a isole e banchi esterni, anche se è mancata la possibilità di affrontare il remoto sud a causa della sopradetta perturbazione dei venti e delle onde conseguenti che hanno insistito soprattutto in quella zona, peccato, sarà la prossima.
Abbiamo pescato quasi solo a popping, vuoi per la resa elevata riscontrata, vuoi per il fatto che le mire migliori per il jigging erano poco praticabili; i risultati sono stati al di là delle aspettative più rosee, con catture multiple di carangidi di peso spesso notevole. Più di una volta siamo capitati su branchi in frenesia con attacchi e allamate multiple, tanto a popper che a stick, condizione di aggressività dovuta forse agli sbalzi metereologici incontrati.

Ovviamente tutto Catch & Release!
Siamo rimasti assolutamente contenti, sicuramente un posto in cui tornare l'anno prossimo, magari intorno a Marzo per incontrare anche gli abbondanti branchi di yellowfin tuna presenti in quel periodo. Tanto territorio ancora da esplorare, tanti i dogtooth che popolano queste acque e che abbiamo solo "graffiato" a questo giro; numerosi i marlin, dei quali uno da un centinaio di chili è caduto sull'esca viva di un amico Spagnolo... e un paio di foto con soggetto enorme turchese giada e oro, che mi ha fatto vedere l'ottimo Akshay, e che mi attirano più di un orso al miele!
... al solito, chi fosse interessato faccia un fischio!
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